Occasione per l’arte indipendente. Apre a Roma la vetrina di Artrooms. Un luogo d’incontro per gallerie, fondazioni e privati. Colloquio con la fondatrice e direttrice Cristina Cellini

di Carola Olmi
Cultura

L’industria dell’arte è sempre stata di difficile accesso ma, negli ultimi anni, è diventata ancor più competitiva. Entrare in questo mondo – Cristina Cellini, fondatrice e direttrice di ArtRooms – per un artista non è facile, soprattutto se si è indipendente e quindi non rappresentati da una galleria. D’altra parte, anche per i non addetti ai lavori (gallerie, fondazioni, o collezionisti privati) è difficile “scovare” nuovi talenti. Per dare un orientamento è nato Artrooms, un format internazionale che adesso arriva anche a Roma.

Domanda. Qual è la vera innovazione?
Risposta. “Il format è caratterizzato da diversi fattori, come ad esempio la scelta dello spazio espositivo. Io nutro una personale avversione per i classici stand fieristici: le luci sono sempre troppo “sparate”, la folla crea un senso di confusione, l’impatto visivo è troppo forte. Preferisco gli spazi intimi, come quelli di una casa: mi piace scoprire come l’opera si integra nello spazio e come dicono gli inglesi “if the artwork speaks to you” (letteralmente se l’opera ti parla). Prima di tuffarci in questa avventura, Francesco Fanelli, Chiara Canal e io abbiamo valutato tutti questi elementi, e molti altri, fino ad arrivare al format di Artrooms”.

In concreto, in che modo ArtRooms innova il mercato dell’arte?
Artrooms è l’unica fiera al mondo che offre spazi espositivi gratuiti agli artisti indipendenti. ArtRooms assicura loro gli strumenti necessari per farsi conoscere e per incontrare in prima persona gallerie, fondazioni e collezionisti privati. In un certo senso è una fiera che scardina alcuni elementi del passato proprio perché offre l’accesso diretto al mercato. Allo stesso tempo, però, coinvolge tutti i key player creando un meccanismo virtuoso. Gli artisti vengono selezionati da un comitato, e quindi sono “guidati” da un team di curatori e dagli organizzatori. Durante la fiera sono presentati alle gallerie e ai collezionisti e infine, dopo la fiera, vengono seguiti e supportati nei progetti futuri”.

Le passate edizioni di ArtRooms hanno visto un grande successo di critica e di pubblico…
“Nelle ultime tre edizioni abbiamo ricevuto domande da circa duemila artisti provenienti da 65 Paesi e abbiamo avuto circa quattromila visitatori per ogni edizione. L’incredibile risonanza e la generosità dei nostri partner nell’accogliere il progetto, è stata – e continua a essere – una bellissima sorpresa. Magari in futuro, oltre allo spazio e all’alloggio, saremo in grado di offrire agli artisti anche premi importanti. ArtRooms è possibile solo grazie alla grande partecipazione di persone meravigliose, mecenati e alle aziende che credono in noi”.

Perché avete scelto di lanciare ArtRooms anche in Italia e più precisamente a Roma?
“Perchè Roma è la città d’arte per eccellenza. L’arte è parte del Dna italiano, cosi come il buon gusto e il senso estetico: chi più di un italiano sa apprezzare la bellezza?”.

Quali saranno le novità di questa edizione romana rispetto alle precedenti?
“A Roma, grazie al magnifico The Church Palace, abbiamo la possibilità di ampliare il format. Oltre alle 50 camere che compongono il corpo centrale della fiera, avremo anche altre 2 sezioni: lo Sculpture Park e l’area della Video Arte. L’albergo è immerso in un parco privato, con un antico Fontanile e un suggestivo “Ninfeo Settecentesco”, dove sorgerà lo Sculpture Park; mentre all’interno avremo una sezione speciale dedicata alla Video Arte, grazie all’Auditorium equipaggiato con un sistema audio video di ultima generazione e Dolby surround system 7.1”.

In che modo e secondo quali criteri vengono selezionati gli artisti che potranno esporre durante ArtRooms Roma?
“Per partecipare bisogna iscriversi online sul nostro sito principale (www.art-rooms.org) oppure su roma.artroomsfairs.com. Dopo avere pagato il costo dell’iscrizione (20 Euro), l’artista compila un “application form” che include il progetto artistico, la biografia e 3 immagini. Tutte le application vengono pubblicate online. Le iscrizioni sono aperte fino al 12 dicembre 2017. Poi, da quel momento fino al 5 gennaio, il Comitato di Selezione ha il tempo per valutare tutte le proposte. L’elenco degli artisti selezionati sarà pubblicato il 6 gennaio 2018. Il Comitato di Selezione è composto da esperti del settore, collezionisti, giornalisti, tra cui Christian Fannenboeck Campini, direttore e curatore di Ransom Art, Alastair Smart, Associate Editor di christies.com, l’architetto Pietro di Pierri, solo per citarne alcuni”.

Quali sono le prospettive per un artista selezionato?
“Quando un artista partecipa ad Artrooms, automaticamente viene presentato a tutto il nostro network. Per ogni artista creiamo una scheda dettagliata completa di biografia, curriculum mostre, premi, pubblicazioni, collezioni pubbliche. Forniamo tutti gli elementi che permettono a un artista di essere scelto. Durante la fiera, l’artista ha la possibilità di incontrare collezionisti in prima persona e di “testarsi” attraverso le vendite e i contatti. Durante la scorsa edizione, una Collezione Internazionale molto importante ha acquistato diverse opere da 5 cinque dei nostri artisti; circa 25 artisti hanno chiuso contratti di rappresentanza con gallerie. Questo per noi è un grande risultato”.

The Church Palace hotel e la sede prescelta per questa prima edizione nel nostro paese. Com’è nata questa collaborazione?
“La prima volta mi sono ritrovata al The Church Palace per caso, ed è stato un colpo di fulmine! La struttura e’ a dir poco perfetta ma ancora di piu’ lo è l’atmosfera. Ogni centimetro parla di arte contemporanea. La verita’ e’ che il The Church Palace è un luogo di e per l’arte prima ancora di essere un hotel. Le sale conferenza si chiamano MACRO, MAXXI, MADRE (tutti i nomi dei principali Musei di Arte Contemporanea italiani). All’ingresso si viene accolti da due sculture di Ciniglia, per non parlare della collezione in mostra permanente”.

Qual è lo stato di salute attuale del mercato dell’arte in Italia? Come si inserisce ArtRooms in questo contesto?
“È una domanda complessa, a cui non credo nessuno sappia rispondere. Io penso che il mercato dell’arte sia sempre stato complesso al di là della situazione economica o politica di un Paese. Si puo’ comprare arte come investimento o piu semplicemente per l’emozione che un’opera trasmette. Artrooms e’ un luogo per talenti internazionali che vengono presentati in un momento particolare della loro vita in cui la loro carriera potrebbe velocemente cambiare. Un’occasione da non perdere”.

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