L’onestà resta la stella polare. E lo scandalo di Roma lo dimostra. Silvestri (M5S): “Il Movimento rimane diverso dai partiti. Solo noi applichiamo la regola del chi sbaglia paga”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“C’è un’indagine per corruzione, un esponente del Movimento finisce sotto inchiesta, il Movimento espelle questo portavoce. Chiaro, lineare e coerente. Siamo gli unici che lo fanno”. Il deputato Cinque Stelle, Francesco Silvestri, commenta così l’arresto del presidente M5S dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito.

Il presidente dell’Assemblea capitolina De Vito arrestato per corruzione: un brutto colpo per il Movimento che ha fatto dell’onestà la sua ragion d’essere?
“Marcello De Vito non fa più parte del Movimento 5 Stelle, proprio perché abbiamo fatto dell’onestà uno dei nostri principi cardine. Non è un brutto colpo, è un fatto increscioso ma, allo stesso tempo, un’occasione per mettere in pratica i nostri valori”.

Di Maio ha già espulso De Vito, definendo “grave e vergognoso” quanto emerge dall’inchiesta dei pm di Roma. Condivide la decisione?
“Assolutamente sì, e abbiamo avuto modo di ribadirlo anche insieme al capogruppo alla Camera Francesco D’Uva. Il Movimento ha poche regole, ma chiare. Una di queste riguarda la moralità: se c’è anche solo un dubbio, ovviamente fondato, che un nostro rappresentante abbia commesso reati gravi a danno dei cittadini e della collettività, deve uscire dal M5S”.

Per il premier Conte l’espulsione di De Vito è la prova che il Movimento possiede anticorpi efficaci contro la corruzione. Ma per l’opposizione questa vicenda dimostra che i Cinque Stelle hanno perso la patente di onestà. Chi ha ragione?
“Non è questione di chi ha ragione e chi meno: il punto è l’evidenza dei fatti. C’è un’indagine per corruzione, un esponente del Movimento finisce sotto inchiesta, il Movimento espelle questo portavoce. Chiaro, lineare e coerente. Siamo gli unici che lo fanno, di questo le opposizioni cosa ne pensano?”.

Ma il fatto di dire “noi le mele marce le cacciamo, gli altri se le tengono”, basta a rendervi diversi dalle altre forze politiche?
“Ci sono mille motivi per cui siamo diversi. Questo può piacere o non piacere, ma – lo ripeto – le opinioni si esprimono sulla base dei fatti. E da questo punto di vista siamo diversi perché abbiamo fatto il Reddito di cittadinanza e quota 100; perché stiamo tagliando pensioni d’oro, vitalizi, numero e stipendi dei parlamentari. Siamo diversi perché abbiamo approvato una legge anticorruzione che il Paese aspettava da decenni, e che è la più severa d’Europa, proprio quello che serviva”.

Se venisse dimostrata la sua colpevolezza, De Vito potrebbe essere uno dei primi a sperimentare le dure norme contenute nella legge spazzacorrotti targata M5S. Una legge necessaria anche alla luce dell’ultima inchiesta della procura di Roma?
“Anche per De Vito la magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia, farà chiarezza. Intanto, a prescindere dai singoli casi, in Italia c’era un bisogno diffuso e urgente di misure come Daspo a corrotti e corruttori, poliziotto infiltrato e pene più severe. Lo Spazzacorrotti è un provvedimento necessario, da utilizzare tutte le volte che i soldi pubblici finiscono nelle tasche di furbi e prevaricatori. Si tratta anche di una questione culturale e di credibilità agli occhi del mondo che ci fa guadagnare grande prestigio. In conclusione, siamo fieri dei nostri principi e li mettiamo in pratica tanto al nostro interno quanto nella nostra azione pubblica e legislativa, con severità, buonsenso e preparazione”.

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