Ong e migranti, entro fine anno il Viminale modificherà i decreti sicurezza voluti da Salvini. L’obiettivo è rispettare i rilievi mossi dal Colle

di Fausto Tranquilli
Politica

Entro fine anno verranno modificati i decreti sicurezza. Già durante le trattative per la formazione del Governo era stato evidente che il Pd non sarebbe riuscito a ottenere l’abolizione delle norme volute da Matteo Salvini nell’ambito del suo braccio di ferro con le Ong, ma sostenute anche dal Movimento 5 Stelle. Era passata la linea della rivisitazione di quelle leggi, sfruttando i rilievi fatti dal Quirinale. E ora c’è una tempistica precisa per l’operazione destinata a ridimensionare la pesante eredità lasciata dal leader della Lega nelle politiche migratorie. Ad assicurare che l’intervento verrà portato a termine entro quest’anno è stata ieri in commissione parlamentare antimafia Luciana Lamorgese, succeduta al capo del Carroccio nella guida del Viminale.

Lamorgese, dopo aver ricevuto al Ministero dell’interno i rappresentanti delle Ong ed essersi confrontata con loro, scatenando l’ira del predecessore, si prepara così a smontare un altro pezzo della politica leghista nei confronti dei migranti. . “C’è stato un intervento del Capo dello Stato – ha specificato il ministro – quindi noi certamente faremo delle modifiche in modo da rendere conformi i testi alle osservazioni che sono arrivate dal Quirinale. Secondo me – ha aggiunto – nel giro di poco si affronterà il problema”. Più esplicitamente: “Entro la fine dell’anno arriveranno le modifiche”. Parole accolte positivamente dai dem.

Se da una parte dovrebbero migliorare i soccorsi in mare ed evitare che chi è scampato alla morte nel Mediterraneo debba poi vivere un’odissea sul ponte della nave che lo ha soccorso, nell’attesa dell’assegnazione di un porto, la stessa Lamorgese non si discosta però ovviamente dalla linea governativa sulla volontà di rinnovare l’accordo con la Libia per cercare di scongiurare le partenze. Il ministro affronta comunque il tema degli interventi da compiere in Africa per evitare che migliaia di persone siano costrette a fuggire dalla loro terra. ‘’Il problema dell’immigrazione è importante e non deve coinvolgere soltanto l’Italia o i Paesi europei – ha affermato in tal senso il ministro dell’interno – ma si devono stabilizzare territori come la Libia e i paesi sub sahariani perché da lì bisogna partire.

Bisogna portare delle condizioni di vita migliori per evitare che poi ci sia gente che affronta dei viaggi in mare con il rischio di morire perché non ha una vita in quei territori’’. Aiuti a Paesi in difficoltà da una parte e vigilanza sugli arrivi affinché l’Europa non si trovi ad accogliere anche terroristi e criminali comuni mischiati alle vittime di persecuzioni e miseria. Sulla “mafia nigeriana che trasporta i migranti’’, Lamorgese ha infatti evidenziato l’importanza della vigilanza, per evitare appunto “che i migranti che vengono trascinati e portati da trafficanti di esseri umani’ poi muoiano in mare”.

Proprio sulla Libia, come deciso dalla conferenza dei capigruppo alla Camera dei deputati, il ministro terrà comunque, tra martedì e mercoledì prossimo, un’informativa, in cui farà chiarezza sul memorandum e che consentirà anche di conoscere gli eventuali cambiamenti che nelle prossime ore il Governo giallorosso apporterà a quell’intesa siglata quasi tre anni fa ormai dal premier Paolo Gentiloni e fortemente voluta dall’allora ministro dell’interno Marco Minniti.

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