Ossessionato dalla Raggi, Salvini vende fumo ai mercati di Roma. Ormai è campagna elettorale permanente. Ma sul candidato sindaco dovrà vedersela con la Meloni

di Laura Tecce
Politica

In campagna elettorale fra la gente, con un anno e mezzo di anticipo. Non è una novità per Matteo Salvini, che da sempre privilegia il contatto diretto con i cittadini alle aule parlamentari o alle stanze ministeriali. Le sfide lo esaltano, specialmente quelle considerate impossibili. Archiviata la partita umbra, ennesima conquista di una roccaforte rossa, il leader della Lega si sta concentrando sulla Capitale. Fonte Laurentina e i roghi tossici, lo stadio Flaminio in stato di degrado, la rimessa Atac di Tor Pagnotta e i mercati rionali, scorsa settimana quello di piazza Epiro, zona Appio Latino, ieri a Tor Pignattara, borgata popolare che si estende a sud est di Roma.

Ed è solo l’inizio: entro novembre ha pianificato il primo incontro pubblico aperto a tutta la città, con le prime proposte, quartiere per quartiere, soluzione per soluzione. Il Capitano ha ormai lanciato la sua Opa sul Campidoglio ed ha intenzione di intensificare sempre più la sua presenza sul territorio al grido di “Raggi dimettiti”, slogan da piazza e hashtag da social. “Ci siamo impegnati a girare tutte le settimane un quartiere di Roma, soprattutto a partire dalle periferie, che Virginia Raggi ha dimenticato, abbandonato. La città è sporca, caotica, insicura” ha affermato ieri Salvini, che poi ha annunciato: “Saremo in tutti i mercati di Roma a raccogliere le firme per mandarla a casa, siamo già a 25mila”.

Una petizione lanciata già con la presenza dei banchetti alla manifestazione del 19 ottobre scorso a piazza San Giovanni per testare gli umori dei romani e che, pur essendo priva di effetti di legge, dà l’idea di quanto Salvini sia intenzionato a vincere questa partita, che passa anche per la riorganizzazione del partito a livello cittadino: il coordinatore romano Claudio Durigon ha nominato ieri la nuova squadra di dirigenti della Lega nella Capitale, fra cui i campioni di preferenze in Regione Lazio Daniele Giannini e Fabrizio Santori, il consigliere al Comune di Roma Maurizio Politi, l’eurodeputato Antonio Maria Rinaldi, noto al grande pubblico per la sua assidua presenza in qualità di ospite nei talk tv e l’ex senatrice berlusconiana, oggi europarlamentare leghista Cinzia Bonfrisco.

Top secret al momento i possibili candidati a sindaco, Salvini dice di avere già un nome ma si guarda bene dal bruciarlo, “Chiunque è meglio della Raggi” e “Dovrà essere romano” , le uniche indicazioni su cui si sbilancia, escludendo una discesa in campo in prima persona pur nella consapevolezza di essere a capo di un partito che vive quasi esclusivamente del traino del suo leader e di essere privo di una classe dirigente sufficientemente spendibile in territorio romano. Giorgia Meloni permettendo, ovvio.

Pur nell’ottica di una coalizione, ognuno tesse la sua trama e fa pesare la sua posizione. Sia per Fratelli d’Italia che per la Lega avere un proprio esponente come possibile sindaco della Capitale d’Italia sarebbe un tassello fondamentale. Salvini lo sa bene ma sa anche che la romana Giorgia Meloni difficilmente mollerà l’osso.

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