Pacco di Natale a Roma. A ridosso delle feste Atac e Comune decidono di chiudere la metro C

di Antonio Acerbis
Cronaca

Il Natale è ormai alle porte. Le strade brulicano di cittadini in cerca dei regali da mettere sotto l’albero. Specie nella capitale che, si sa, con l’arrivo delle feste si veste di un’aria tutta particolare, tra luminarie, alberi addobbati a festa, negozi e strade stracolme. Vien quasi voglia di intonare una delle classiche canzoni natalizie con un clima del genere. Peccato che siamo a Roma. E Roma, anche a ridosso del Natale, non è solo luci, alberi, addobbi e bambini festanti. Ma è, ahinoi, anche la solita Roma, capitale dei disagi. E così scopriamo che,  su decisione di Virginia Raggi e del cda guidato da Paolo Simioni, sabato 16 e domenica 17 dicembre, cioè il fine settimana ultimo prima di Natale, la linea C della metropolitana capitolina sarà chiusa. Il tutto, comunica solerte l’Atac, “per consentire attività di collaudo da parte dell’impresa che sta realizzando la metro C”. Appunto. Insomma, al fine di proseguire le attività sulla linea “in vista dell’apertura della stazione San Giovanni e del nodo di interscambio con la linea A”, si è pensato bene di creare un caos nei collegamenti pubblici. Proprio nei giorni in cui, per ragioni evidenti, il traffico già di per sé congestionato. Un’ideona, insomma. Cui, manco a dirlo, se ne accompagnano altre. E così, per consentire sempre le fondamentali attività di collaudo che, si vede, proprio non si potevano portare avanti in altro orario, “la chiusura serale della linea C della metropolitana si protrarrà per ulteriori due giorni e i treni termineranno alle ore 20,30 sino al 23 dicembre, compreso”. Chapeau. Applausi. Standing ovation. Siamo alle solite, dunque: si decide di intervenire sempre nei momenti meno indicati.

Il report – Inevitabile, poi, che il trasporto sia considerato il servizio pubblico peggiore dai romani. Nemmeno a farlo apposta, infatti, proprio ieri è stata pubblicata la relazione annuale sulla qualità dei servizi. Nel 2017, secondo il report, si collocano sotto la sufficienza (in un voto da uno a dieci), i bus e tram (4,3) le strisce blu (4,9) ma anche la metropolitana (5,9), i taxi (5,9), che negli anni passati erano stati valutati in modo più positivo. “La percezione sembra rispecchiare l’andamento dell’offerta di Tpl”, si legge nella relazione. Non a caso: l’offerta ha visto ridurre il servizio in superficie di quasi 28 milioni di vetture per chilometro dal 2006. Quella della metropolitana nel contempo è cresciuta di 15 milioni di vetture per chilometro, ma il servizio effettivamente erogato è sempre stato inferiore alla programmazione, con uno scarto negativo per i primi 10 mesi del 2017 pari al 15%. Ma non è tutto. Il report tocca anche il lato economico della faccenda: il drastico calo degli investimenti effettuati in Atac (oggi siamo al 66% rispetto al 2009) ha provocato un aumento dell’età media dei veicoli di superficie e, congiuntamente alla riduzione delle risorse destinate alla manutenzione (-20% dal 2009), ha causato anche un aumento dei guasti che hanno interessato nel 2016 il 36% dei mezzi. Non va meglio con la metro: qui il servizio ha sofferto maggiormente delle disfunzioni organizzative e nel 2016 quasi il 30% delle corse sono state perse per la mancanza di personale. E per chiudere nel migliore dei modi, non resta che interrompere un’intera linea a ridosso di Natale. Un bel regalo per i romani.