I super consulenti di Padoan con le mani nell’immobiliare. Per Scalera e la Masi incarichi in Idea Fimit senza lasciare le poltrone al Tesoro

di Stefano Sansonetti
Economia

Che ci fanno due consiglieri economici del ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, negli organi di vertice della più importante società immobiliare italiana a capitale prevalentemente privato? Come al solito, pur nell’assenza di un’incompatibilità formale, vengono a galla questioni di opportunità nell’assunzione di incarichi come minimo a rischio di sovrapposizione di interessi. Qualche settimana fa, un bel po’ in sordina, Stefano Scalera e Susanna Masi sono stati nominati rispettivamente presidente del Cda e presidente del Collegio sindacale di Idea Fimit. Parliamo della cassaforte immobiliare del gruppo De Agostini, titolare del 64,3% del capitale, società che attualmente gestisce asset per 9 miliardi di euro divisi tra 40 fondi immobiliari. Certo, con il 29,6% delle azioni di Idea Fimit troviamo l’Inps. Ma di base si tratta di un gruppo a trazione privata.

I legami – Ora, Scalera e Masi hanno molto a che fare con via XX Settembre. Il primo, per dire, è stato per anni capo della direzione VIII del Tesoro, direttore dell’Agenzia del Demanio e consigliere di amministrazione della società pubblica Invimit, tutte strutture ministeriali che si occupano dell’immenso patrimonio immobiliare pubblico. Ma il dirigente Mef, lasciati questi incarichi, è rimasto al dicastero come consigliere di Padoan, ruolo che ricopre tutt’ora. La Masi, commercialista ed esperta fiscale con trascorsi in Ernst&Young e Arthur Andersen, invece non è una dipendente Mef, ma a via XX Settembre è legata sotto diversi punti di vista: è anche lei consigliera economica di Padoan, siede nel consiglio di amministrazione di Equitalia ed è presidente del collegio sindacale di Invimit. Ma come è possibile che due funzionari-manager pubblici siano finiti in un colosso prevalentemente privato, rispetto al quale il dicastero dovrebbe essere interlocutore imparziale? In base alle spiegazioni fornite ieri dal Mef a La Notizia, Scalera e Masi sono stati nominati nella società immobiliare su indicazione dell’Inps di Tito Boeri, approvata dallo stesso Mef per quanto riguarda Scalera (autorizzazione che invece non è stata necessaria per la commercialista, in quanto non dipendente del Tesoro). Sulla carta, quindi, tutto liscio come l’olio.

Il punto – Ma non si capisce molto bene perché l’azionista Inps non abbia espresso le indicazioni attingendo al suo organigramma, invece di far ricorso a uomini del ministero dell’economia. Anche perché Scalera, come detto, è uno dei massimi conoscitori dei segreti del patrimonio immobiliare pubblico. Tra l’altro è stato consigliere di Invimit, la società immobiliare del Tesoro che in teoria potrebbe anche fare concorrenza a Idea Fimit. Osservazioni valide anche per la Masi, che ancora oggi è a capo del collegio sindacale di Invimit e siede nel Cda di Equitalia, la società di riscossione dei tributi. E se Idea Fimit avesse conteziosi con il Fisco? E’ opportuno che il suo sommo controllore dei conti sieda anche dall’altra parte?

Twitter: @SSansonetti

  • Sergio

    Il conflitto d’interessi è sempre “opinabile”. Anche questo è PD.