Parla il senatore M5s Di Nicola: “C’è una maggioranza legittima. Grave sciogliere le Camere: sarebbe un atto di sfida al Parlamento. Savona non è Previti, una forzatura il veto del Colle”

Senatore Primo Di Nicola (M5s), ha sentito? Per il Commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, il tedesco Gunther Oettinger, “i mercati insegneranno agli italiani a votare in modo giusto”. Musica per le vostre orecchie…
“Parole indegne di un Commissario europeo che a questo punto dovrebbe solo dimettersi. Parole che rivelano però una vocazione: quella di mettere i mercati al di sopra di tutto, anche delle democrazie. È una visione che respingiamo con forza: noi continueremo a fare sentire la nostra voce, riaffermando i diritti dei cittadini e quelli dell’Italia in Europa”.

Qualche sera fa, parlando dal palco di Fiumicino, lei ha rievocato uno dei periodi più bui della storia d’Italia: il luglio ’64, il tintinnio delle sciabole, il Piano Solo. Insomma, sentite odore di colpo di Stato?
“Per carità, non siamo a questo punto. Ricordavo che bocciare con motivazioni politiche un ministro e in definitiva un Governo che stava per nascere con un contratto definito e impegni chiari, a favore soprattutto delle fasce più deboli della società, ricorda piuttosto che i casi Previti e Gratteri lo scontro che portò avanti il presidente della Repubblica Antonio Segni contro Aldo Moro per impedire un pieno e diverso coinvolgimento del Psi nei nascenti Governi di Centrosinistra. Comportamenti e azioni politiche che la nostra Costituzione non contempla come prerogative del Quirinale”.

Ieri sera Di Maio ha ritirato la richiesta di impeachment per la defezione della Lega. Avete cambiato idea?   
“Il M5s ha più volte apprezzato la condotta del presidente della Repubblica Mattarella – a cui va la nostra solidarietà per le minacce ricevute – nel corso della gestione di questo lungo processo di formazione del Governo. Per questo è stata grande la sorpresa nel vedere il Quirinale porre un veto su Savona e soprattutto le motivazioni che ne sono state date. Motivazioni puramente politiche che non rientrano, a mio avviso, tra le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica. Sono tanti gli studiosi che avanzano questi stessi dubbi. Tuttavia, non possiamo che prendere atto che la Lega abbia deciso di non sostenere la richiesta di impeachment. Che, come ha detto anche Di Maio, non avendo i numeri a questo punto non è più sul tavolo”.

Saltato Conte, Mattarella ha scelto di affidarsi a un Governo cosiddetto “neutro” con a capo Cottarelli nato morto sin da subito. Alla luce dell’andamento di spread e Borsa, il capo dello Stato dovrebbe dimettersi?
“È un fatto che, nonostante le gravi decisioni prese da Mattarella, spread e incertezze stiano crescendo in Italia. Ma pongo un altro problema. Si sta sciogliendo un Parlamento che ha una maggioranza legittimata a governare. Mattarella avrebbe il dovere costituzionale di creare le condizioni favorevoli alla formazione di questo Governo, un Governo che milioni di italiani hanno mostrato di volere nelle urne e che attendono da 90 giorni. Secondo me, percorrere la via dello scioglimento significa impedire al Parlamento di esercitare la sua volontà, di esprimere la sua sovranità. È un fatto grave che, a mio avviso, rischia di costituire un precedente rischioso per le nostre istituzioni e del quale il premier incaricato Cottarelli e il presidente della Repubblica dovranno assumersi tutte le responsabilità”.

Un’ultima domanda: letta l’analisi dell’Istituto Cattaneo e ascoltate le dichiarazioni di illustri esponenti di Lega e M5s, come Sibilia e Salvini, si parla della possibilità che voi e la Lega possiate presentarvi insieme alle elezioni. È un’ipotesi fondata?
“Ho letto anch’io questa analisi. Uno studio davvero allettante per il M5s e per la Lega. Mi sembra però prematuro parlare di aggregazioni elettorali: c’è tempo per queste cose”.

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