Patto Capitale sulla sicurezza. Campidoglio e Regione Lazio trovano l’intesa per superare la direttiva Salvini

di Antonio Acerbis
Politica

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, scavalca i sindaci e li commissaria con i prefetti? La risposta di Roma Capitale e della Regione Lazio non si fa attendere. E arriva con un nuovo Patto per la sicurezza urbana siglato ieri in Prefettura tra i due enti locali e le Forza di polizia. Che, sarà una coincidenza, ma sembra fatto su misura per disinnescare la direttiva del Viminale.

Ma cosa prevede il protocollo sottoscritto tra il governatore Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma Virginia Raggi al cospetto del prefetto della Capitale Paola Bosilone? Attività di controllo del territorio, videosorveglianza, 500 nuovi vigili con l’arrivo di quello di quartiere, miglioramento dell’interscambio informativo tra le Forze di polizia e la polizia locale, rafforzamento dell’azione di contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione, contrasto alla movida e ai fenomeni di degrado urbano. Insomma, a grandi linee, proprio i punti per i quali, in base alla direttiva del Viminale, i prefetti possono surrogare i sindaci per garantire il decoro urbano nelle zone rosse delle città. Al tavolo sono state discusse e pianificate azioni anche per il contrasto alle occupazioni abusive, ai roghi tossici e per la sicurezza dei campi rom.

Un patto, peraltro, che segue alla delibera capitolina del 2 aprile scorso in tema di Sicurezza urbana con la quale Roma Capitale si impegna nell’attuazione dei seguenti obiettivi: assumere nel corso del 2019 di 500 nuovi operatori di polizia locale; istituire la figura del vigile di quartiere e del referente di quartiere presso i Gruppi territoriali della Polizia Locale più periferici; garantire, attraverso una collaborazione tra Polizia Locale e Atac, il decoro e la sicurezza dei capolinea, delle stazioni e soprattutto dei mezzi di trasporto pubblico. E non finisce qui. Il Comune si impegna ad avviare attività programmatorie in tema di decoro urbano per la cura e gli interventi sul territorio.

Ma anche a realizzare progetti per la pulizia di spazi e arredi urbani anche in collaborazione con associazioni di volontariato e cittadinanza attiva; avviare attività della Polizia Locale d’intesa con Ama, sui luoghi interessati dall’abbandono incontrollato dei rifiuti e da micro insediamenti; proseguire le attività già avviate con i Protocolli d’Intesa sottoscritti tra l’Amministrazione Penitenziaria e Roma Capitale con il contributo del Garante per i detenuti, finalizzato a impiegare i detenuti di Rebibbia a svolgere attività di manutenzione del verde; avviare gli impegni assunti con il Protocollo d’Intesa approvato da Roma Capitale e Regione Lazio per la valorizzazione delle aree golenali; sperimentare il sistema di fototrappole per verificare il corretto conferimento dei rifiuti e sanzionare i trasgressori; monitorare e supportare il procedimento di approvazione del Regolamento di Polizia Urbana presso l’Assemblea Capitolina.