Piatto ricco per la Casta. Rimborsi, editoria, 2xmille: quanti soldi vanno ancora ai partiti 

di Antonio Acerbis
Politica

Un afflusso di denaro  pubblico certamente minore rispetto al passato, ma comunque notevole, specie perché diretto verso una pluralità di beneficiari, di cui i partiti costituiscono un attore sempre più marginale. Questo è il quadro che emerge dall’ultimo rapporto OpenPolis sui tanti fiumi di denaro che arrivano, in un modo o nell’altro, ai partiti. Perché certo, è vero che siamo ormai lontani anni luce da quando il rimborso elettorale ai partiti prevedeva quote annuali monstre da 182 milioni (fino al 2012), ma è pur vero che nel 2014 i partiti hanno goduto di 91 milioni, nel 2015 di oltre 32 e nel 2016 ancora di 16 milioni e rotti. Tagli notevoli, certo. Ma parliamo comunque di una molte non indifferente. Anche perché, come detto, i canali di finanziamento sono vari e variegati. Perché poi ci sono i contributi ai gruppi, parlamentari e regionali. E qui, come ricorda ancora OpenPolis, non parliamo certo di pochi soldi. Basti ricordare, ad esempio, che ogni consigliere regionale, in tutta Italia, ha ricevuto un contributo medio di 39.142 euro. Qui domina il Molise, dove i fondi per il gruppo pesano su ogni cittadino per quasi 4 euro. E poi, come detto, i fondi ai gruppi di Camera e Senato. Nel 2014 sono stati, rispettivamente, 48mila euro in media per ogni deputato e 57mila in media per ogni senatore.

PIATTO RICCO
Non possiamo poi dimenticare i fondi per l’editoria di partito.  A dominare, qui, è L’Unità: l’ultima ripartizione (2014) ha assegnato 1,8 milioni al giornale che fu di Gramsci, su un totale di poco meno di 5 milioni. E, infine, spazio al 2×1000. Dopo il fallimento del primo anno, crescono (e tanto) le donazioni dei contribuenti. Nel 2014 solo 16.518 italiani hanno versato il loro 2×1000 a  un  partito,  per  un  totale  di  325.709  euro. Per quanto invece riguarda l’anno scorso, le cifre sono diventate decisamente più consistenti, tanto che le donazioni hanno raggiunto la quota di 9,6 milioni totali. A godere della fetta maggiore è il Partito Democratico, che da solo si pappa ben 5,4 milioni di euro. In pratica, il 56% del totale. Solo briciole per gli altri. Senza dimenticare, ancora, le varie detrazioni. Il costo per lo Stato è quantificato dalla legge stessa: 27,4 milioni di euro fino al 2015. Da quest’anno in poi, invece, conteremo 15,65 milioni di sconti.

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