Premi di risultato per 4 milioni. A Palazzo Chigi dirigenti all’incasso. Un 2018 record: obiettivi raggiunti nel 100% dei casi. Bonus medio di 15mila euro, ma c’è chi supera i 30

di Carmine Gazzanni
Politica

Obiettivi raggiunti al 100%. Per tutti, nessuno escluso. E così, come ogni anno, a Palazzo Chigi fioccano premi per un totale complessivo che supera i 4 milioni di euro. A guardare i report relativi alla “indicazione dei risultati raggiunti nell’anno 2018” per ogni dipartimento facente capo alla presidenza del Consiglio, si rimane quantomeno incuriositi e compiaciuti dal fatto che i nostri dirigenti abbiano raggiunto i risultati prefissati al 100%. E, anzi, in alcuni casi superando di gran lunga quello che era il target iniziale.

Insomma, applausi e standing ovation. Con la conseguenza che ognuno di loro porta a casa un bel premio di risultato (nel 2017 in media, tra dirigenti di prima e seconda fascia, è stato pari a circa 15mila euro) nonostante ognuno di loro già riceva lauti stipendi, che a volte sfiorano i 200mila euro. Maria Contento, per dire, è dirigente di prima fascia e al vertice del dipartimento Politiche antidroga. Tra stipendio tabellare e retribuzione di posizione porta a casa, secondo le tabelle stipendiali di fine 2018, oltre 165mila euro. A tutto questo si aggiunge un premio di risultato di 34mila euro. Uno degli obiettivi per l’anno scorso, ad esempio, era la “elaborazione di proposte di attività in almeno uno dei settori previsti dal Piano d’Azione Europeo 2017-2020 riguardanti la domanda di droga e/o l’offerta di droga”. Bastava “almeno uno dei settori”.

Ebbene, una proposta è stata avanzata. Ancora più curioso il caso di Calogero Mauceri, il dirigente a capo dell’Ufficio per il programma di governo. Secondo gli indicatori fissati dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti (titolare della delega), l’obiettivo uno era il “consolidamento delle attività volte ad accrescere la trasparenza sull’azione di Governo mediante la realizzazione di progetti e iniziative volti ad ampliare l’offerta informativa resa dall’Ufficio per il programma di Governo all’Autorità politica”. Secondo la documentazione ufficiale, non c’è dubbio: risultato raggiunto al 100%.

Quantomeno paradossale considerando che fino a poco tempo fa, come denunciato da La Notizia, il sito del monitoraggio sul programma di Governo fosse fermo a luglio 2018 (guarda caso pochi giorni dopo è stato aggiornato al 28 febbraio 2019). Nonostante tutto questo anche a Maugeri è stato riconosciuto, sempre secondo le tabelle di retribuzione 2018, un premio di risultato di circa 32mila euro.

La lista, ovviamente, è sterminata. Ogni dipartimento, a quanto pare, ha il suo super dirigente dai risultati brillanti. E così tutti i dirigenti di prima fascia, tranne qualche rarissimo caso di rinuncia (soprattutto per chi arriva in “prestito” da altri organi, che sia il Consiglio di Stato o la Camera dei Deputati) ricevono premi di risultato che viaggiano tra i 32mila euro e i 34mila euro e che si sommano a quanto già si percepisce. Interessante anche i risultati raggiunti da Ermenegilda Siniscalchi, a capo del dipartimento per la Famiglia, oggi guidato dal ministro Lorenzo Fontana. Uno dei compiti per il 2018 era quello di redigere un report che tenesse conto dei “mutamenti nella struttura demografica e del trend demografico italiano” e “del grado di consapevolezza sociale rispetto ai problemi demografici […] con particolare riguardo ai temi dell’invecchiamento e della bassa fecondità”.

Il tutto per fornire un “approfondimento analitico sui principali squilibri che richiedono una particolare attenzione da parte dei decisori politici”. Ovviamente il report è stato realizzato. E senz’altro sarà utile ai fini delle decisioni politiche che intenderà prendere Fontana. Ci si chiede solo se quello che sembrerebbe un compito quasi “ordinario” per un dipartimento debba essere premiato con un surplus di 34mila euro. Ancora più curioso, forse, il caso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione che sempre ricade nelle competenze di Palazzo Chigi. In questo caso i dirigenti, tra gli obiettivi strategici, avevano anche quello della “modernizzazione delle procedure di reclutamento dei dirigenti tramite concorso”.

Obiettivo raggiunto al 100%, tanto che ad agosto 2018 “è stato indetto il concorso pubblico per esami per l’ammissione di 148 allievi al corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale per il reclutamento di 123 dirigenti nelle amministrazioni statali”. Ecco, ci si chiede se questo possa essere indice di un premio di risultato. Nell’aggiornamento sulla performance 2018 mancano ancora alcuni dipartimento, da quello dell’editoria a quello della pubblica amministrazione fino alle pari opportunità. Ma non c’è da temere: visto l’andazzo siamo certi che anche qui i nostri dirigenti pubblici siano tutti da 110 e lode. Con tanto di premio di risultato.