Professoressa sospesa a Palermo. Inaccettabile censurare le idee. Parla il presidente della Commissione Cultura, Gallo: “Chi detiene il potere sia più tollerante alle critiche”

di Raffaella Malito
L'intervista
Luigi Gallo

“Bisogna essere tolleranti verso le critiche e a maggior ragione tolleranza dev’essere manifestata da parte di chi detiene il potere. Perché è giusto che i cittadini abbiano la possibilità di lamentarsi e di esprimere la loro opinione nei confronti di chi li governa. Che sia il sottoscritto, ovvero un esponente del M5S o della Lega, è indifferente”. Così Luigi Gallo, deputato del Movimento Cinque Stelle e presidente della commissione Cultura di Montecitorio, commenta la decisione di sospendere per due settimane Rosa Maria Dell’Aria, l’insegnante dell’Istituto industriale di Palermo “rea” di aver permesso ai suoi allievi di paragonare in un video il decreto sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali emanate da Benito Mussolini nel 1938.

Come giudica la sospensione decisa dal ministero dell’Istruzione ai danni dell’insegnante?
“Ritengo sia un atto grave. Perché è sembrato un atto censorio rispetto alla libertà e alla capacità critica degli alunni di poter elaborare le notizie che hanno a disposizione, costruendosi una propria idea, sbagliata o giusta che sia”.

Sulla vicenda è stata presentata anche un’interrogazione da parte della sua collega del Movimento Cinque Stelle Vittoria Casa…
“Si chiede se l’intervento deciso dal provveditorato non sia ritenuto censorio oltre che lesivo per la capacità critica e lo sviluppo di un pensiero autonomo degli alunni. A cui da docente, prima che da presidente di commissione, sono particolarmente sensibile. Oppure vogliamo che i ragazzi abbiano un pensiero unico e che siano tutti indottrinati?”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, dice che è stato irrispettoso l’affiancamento con il fascismo e il nazismo che fecero morti. Le chiedo: qual è il confine tra libero pensiero e censura?
“Non può esserci una limitazione alla critica e soprattutto a quella dei giovani. Perché la loro dev’essere la generazione che deve portarli ad avere nuovi diritti e a cambiare le cose che non piacciono del presente. Altrimenti significa che ci chiudiamo in un loop dove la storia si ripete uguale a se stessa all’infinito”.

Secondo lei l’insegnante avrebbe dovuto vigilare?
“Ci manca solo questo. Diamo un po’ di spazio e di libertà ai ragazzi. Poi possono anche fare degli errori. È giusto che li facciano e poi ci riflettano su. Arrivare invece con una misura così forte dà un segnale negativo. Come se il pensiero critico o l’analisi critica fossero vietati a scuola”.

Ritiene che ci sia in Italia un clima segnato da forti tensioni sociali?
“Io credo che i giovani sono molto più avanti rispetto agli adulti nella capacità di analizzare il mondo in cui viviamo. Anche una società multietnica è capace di arricchirci e di farci esplorare nuove frontiere. I ragazzi ascoltano musica proveniente da altre culture, si confrontano con sport e magari divi di ogni nazionalità. La loro dimensione è più aperta rispetto a chi vuole provare a diffondere paura in fenomeni di cui non bisogna averne. Io sono anche un musicista, e so che certe contaminazioni arrivano solo quando si mischiano i linguaggi. Pensare che tutto debba essere granitico è una cosa che non fa evolvere un paese”.