Rousseau benedice il patto civico. In Umbria l’intesa M5S-Pd è più vicina. Si tratta ancora sul candidato presidente unitario. Il nome nuovo è la Di Maolo, ora favorita sulla Proietti

di Raffaella Malito
Politica

Sì al patto civico per l’Umbria. Sì ad alleanze con altre forze politiche. Come il Partito democratico. Lo hanno stabilito gli iscritti al Movimento Cinque Stelle che sulla piattaforma Rousseau hanno votato in 35.036. I sì sono stati 21.320 (60,9%), i no 13.716 (39,1%). “Ora chiudiamo sul nome del candidato presidente e liberiamo l’Umbria dalla sola politica. I partiti facciano un passo indietro e gli umbri facciano un passo in avanti”, commentano fonti M5S. Che aggiungono: “Il capo politico Luigi Di Maio è contento per questo voto che apre una nuova era”.

Entusiasmo che contagia, evidentemente, anche il segretario Pd, Nicola Zingaretti: “Ci sono le condizioni con lo sforzo di tutti per arrivare a una forte candidatura, unitaria e competitiva”. Ma sul nome del candidato al ruolo di governatore sul quale far convergere gli alleati di governo ancora si tratta. A scendere in campo potrebbe esserci Francesca Di Maolo, avvocato e presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, centro per disabili. Dal 2017 anche alla guida di Aris Umbria, l’associazione che riunisce istituti di ricovero, case di cura e centri di riabilitazione impegnati nella tutela della vita e della dignità della persona. Ma M5S frena: “La trattativa va avanti, ancora non c’è il nome definitivo”. Apre invece il Pd: “E’ uno dei nomi su cui si potrebbe trovare l’accordo”, dichiara all’Agi il commissario umbro Walter Verini.

PASSI AVANTI. Di sicuro fino alla mattinata di ieri era proseguito il tira e molla tra dem e grillini sul profilo giusto chiamato a sfidare il candidato salviniano. Di Maio aveva rilanciato sull’attuale sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ed era andato in trasferta nella città di San Francesco per partecipare a un convegno sulla Libia. Sul blog il ministro degli Esteri non aveva lasciato molta scelta al Pd: su Proietti “attendiamo una risposta perché non c’è più tempo”. Il Pd aveva replicato con un contro-ultimatum: “Sorprendono le parole di Di Maio”, si legge in una nota di Verini: “Da giorni attendiamo una risposta seria su Andrea Fora”.

La tesi del Nazareno è sempre la stessa: solo di fronte a un profilo convincente (e il sindaco di Assisi non lo sarebbe) l’ex presidente di Confcooperative Umbria sarebbe disposto a farsi da parte. Nelle dichiarazioni, però, che Di Maio rilascia ai cronisti nel primo pomeriggio, dalla città umbra, i toni si smorzano. Lascia intendere che la partita è in corso, che si continua a trattare. A chi gli chiede se il M5S sia intenzionato a non mollare sulla prescelta il capo dei pentastellati risponde: “Tutte le questioni relative a nomi e contronomi le lascio a chi in questo momento si sta confrontando”.

QUESTIONE DI METODO. Quello che gli sta a cuore è definire il perimetro entro il quale dev’essere indicato il candidato e stabilire il “metodo” che deve essere adottato nel “laboratorio per un patto civico” che si sta costruendo in questi giorni per la regione del Centro Italia. Esperimento che potrebbe fare da apripista anche per le altre Regioni chiamate al voto nei prossimi mesi. “L’esperienza in Umbria – dichiara – è innovativa. Se riusciremo a creare questo nuovo patto civico, la giunta umbra non avrà gente dei partiti, né del M5S, al suo interno. Ci sarà un candidato presidente, spero un presidente civico indipendente, che creerà una giunta in base alle proprie competenze. Per troppo tempo nelle Regioni ci sono state giunte ostaggio delle dinamiche partitiche”. Obiettivo è “departitizzarle”. “Possiamo creare un gruppo numeroso di liste civiche – conclude Di Maio – a patto che nessuno il giorno dopo le elezioni venga a dire voglio mettere un assessore lì o un capo di una partecipata da un’altra parte”.

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