Sui migranti la Lega si rovinerà. Parla il filosofo Becchi: “Salvare Salvini costa caro ai 5S. Il Carroccio gongola, ma non sta risolvendo il problema”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

L’autorizzazione a procedere per Salvini? “Non ci saranno grossi problemi, è una decisione che è stata già presa in precedenza da Lega e Movimento”. Ma la questione dei migranti e degli sbarchi “finirà col logorare la Lega” perché “ora colleziona consensi, ma non possiamo passare tutta la legislatura con questo copione”. Il filosofo Paolo Becchi, ex ideologo del Movimento 5 stelle, non ha dubbi in merito ai prossimi appuntamenti che si troverà davanti la maggioranza gialloverde, a cominciare dal voto su Salvini e sul caso Diciotti di oggi: “Sarebbe uno sgarbo incredibile e del tutto ingiustificato: il Movimento manterrà la linea che è stata fatta propria dalla sua guida, cioè da Di Maio”.

Nessun pericolo, dunque?
“Fino alle europee ci potrà essere maretta all’interno del Governo, ma gli equilibri resteranno intatti. Sarà però curioso se e quanti voteranno a favore dell’autorizzazione a procedere: mi aspetto che vengano espulsi dal Movimento. Ma dal punto di vista politico non ci saranno conseguenze”.

Salvini, intanto, sembra alzare sempre di più il tono sul tema sbarchi. Non crede stia diventando bulimico dal punto di vista elettorale?
“Casi come questi che sembrano mettere in difficoltà Salvini, alla fine lo premiano: lui rilancia e acquista ulteriore visibilità facendo valere la sua posizione. Però io mi chiedo: è sufficiente? Basta affrontare tale situazione in questo modo?”

Le rigiro la domanda.
“A lungo andare la Lega si logorerà. Stiamo assistendo a una ripetizione ciclica: arriva la nave, non può sbarcare, poi sbarca, poi bisogna ridistribuire nel resto d’Europa. A scadenze più o meno regolari si pone sempre questo problema che al momento premia Salvini che mostra il pugno duro di chi non arretra. Ma la Lega arriverà al punto in cui l’elettorato sarà saturo, in cui non riuscirà a crescere ulteriormente. Anche perché intanto non sta risolvendo il problema”.

E in tutto questo il Movimento? Rischia di snaturarsi?
“Io credo che il Movimento non abbia più bisogno di cambiare. La trasformazione rispetto al tempo originario è già avvenuta. Non a caso è partito già il tentativo di riorganizzazione anche interna. È segno evidente che una piccola crisi interna c’è, altrimenti non ci sarebbe stata esigenza di questa riorganizzazione”.

Se con la Mare Jonio si ripresentasse un’autorizzazione a procedere per Salvini, cosa farà il M5S?
“Io non credo che si arriverà a questo. Ma se dovesse accadere, il Movimento non è nelle condizioni di poter rompere: cadrebbe nell’incoerenza. Non possono dire: ‘ok, ci siamo sbagliati prima’. La rottura, semmai ci sarà, sarà su altro”.

Cioè?
“Non è da escludere che dopo le europee la Lega pretenderà un rimpasto, specie se il Movimento dovesse andare sotto il 20%. E a quel punto alcuni ministri potrebbero saltare. Penso a Toninelli”.

Domani si voterà la mozione di sfiducia su Toninelli…
“Lì non succederà nulla. Il gioco è esplicito: io grazio Salvini e tu grazi Toninelli. Però non credo che dopo le europee il ministro possa resistere”.

In questi continui rimpalli resta la domanda: che vita avrà questo Governo?
“Io spero che continui perché non vedo alcuna alternativa che sia migliore di questa. Però non possiamo pensare di stare per l’intera legislatura sulla nave che entra, poi che sbarca, poi la polemica e così via. Abbiamo problemi economici ben più importanti”.

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