Tav, Cina e latitanti italiani al centro del bilaterale tra Conte e Macron. Parigi ribadisce che sulla Torino-Lione andrà avanti

dalla Redazione
Politica

“E’ stato un buon e proficuo incontro, abbiamo anche parlato di Tav, abbiamo condiviso un metodo, riferiremo ai nostri rispettivi ministri competenti, Toninelli e Bourne che avranno il compito di analizzare i risultati dell’analisi costi-benefici e su quella base aprire una discussione, una discussione aperta”. E’ quanto ha detto il premier, Giuseppe Conte, al termine del bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron.

L’impegno della Francia sulla Torino-Lione, ha sostenuto Macron, è chiaro, soprattutto finanziario e su questo “non c’è nessun dubbio” dopo l’avvio dei bandi Parigi “andrà avanti”. Fonti dell’Eliseo, a margine del bilaterale, confermano che i ministri dei Trasporti dei due paesi si vedranno nei prossimi giorni precisando che nel corso dell’incontro di oggi “non è stato un momento né di negoziati né di decisioni” sul Tav.

“Abbiamo affidato ai nostri ministri – ha spiegato Conte – il compito di condividere l’analisi costi benefici e lì si aprirà una discussione. E’ prematuro fare una valutazione, prima bisogna condividere questi risultati. L’importante è che partirà un tavolo tecnico con i ministri competenti che faranno un’istruttoria”.

Conte e Macron hanno affrontato anche il tema della Cina. Fonti dell’Eliseo, in tal senso, sottolineano “la necessità di un coordinamento europeo, agendo come europei se ci si vuole muovere come potenza”. Macron ha aggiunto “che lavorare come piccoli club con la Cina non è un buon approccio”. Il presidente francese ha poi parlato del summit martedì a Parigi con Xi Jinping e Angela Merkel, precisando che tutte le grandi potenze europee “sono associate a questa visita insieme a Juncker che è la presenza simbolica della Ue”.

Con Macron, ha spiegato ancora il presidente del Consiglio, “abbiamo parlato anche dei latitanti che sono in Francia e condiviso il fatto che i nostri ministri della Giustizia su questo si incontreranno”. “Io gli ho chiesto di superare la dottrina Mitterand. Lui – ha aggiunto Conte – ha detto che si incontreranno anche su questo i ministri e valuteranno dal punto di vista tecnico, anche su questo ha dimostrato apertura. Non abbiamo parlato di casi specifici, noi diamo direttive e indicazioni e lasciamo la competenza ai ministri della Giustizia”.

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