Il Tesoro cerca nove super boiardi. Ma la selezione è nel pantano. Posti vacanti tra le prime linee sotto Padoan

di Stefano Sansonetti
Primo piano

In palio ci sono nove poltrone da super boiardo del ministero dell’economia. Posti che pesano, sia per stipendi, sia per potere decisionale incorporato. Il fatto, però, è che le procedure per l’individuazione dei funzionari in alcuni casi sono a dir poco impantanate. Una situazione di stallo che per certi aspetti può legarsi alla fibrillazione vissuta in questo momento da Luigi Ferrara, grande capo del personale del Tesoro, indagato da qualche giorno dalla procura di Roma nell’ambito di uno di tanti fronti dell’inchiesta Consip, la centrale acquisti che fino a poco tempo fa era presieduta dallo stesso Ferrara. Del resto è proprio il capo del personale ad aver firmato la varie procedure di interpello finalizzate all’individuazione dei maxi funzionari.

L’elenco – Tra le poltrone più importanti da coprire c’è quella di Capo della Direzione IV del Tesoro, che si occupa di vigilanza sul sistema bancario e sulle fondazioni. Oggi al timone c’è Alessandro Rivera, dirigente pubblico di lungo corso, il cui posto però sul sito del ministero viene considerato vacante a partire dal 30 luglio prossimo. Sempre al Tesoro è vacante l’incarico di Capo della direzione V, anch’essa strategica in quanto responsabile dall’antiriciclaggio. Qui, in funzione di reggente, ancora per poco ci sarà lo storico responsabile, Giuseppe Maresca, che però nel frattempo è diventato numero uno della direzione VI, dalla quale gestisce la supervisione delle operazioni finanziarie e del contenzioso comunitario. Nel caso della direzione V, il ministero dell’economia informa che l’incarico di capo è vacante dal 1° gennaio del 2017. A tal proposito è stata indetta anche una procedura di interpello che adesso risulta scaduta. Ma secondo l’ultimo aggiornamento al 16 giugno, il nome del successore di Maresca non è ancora stato formalizzato. Tra i nove posti in palio da super funzionario del ministero del Tesoro, poi, c’è anche quello di responsabile dell’Ispettorato generale per gli affari economici, uno degli incarichi più in vista all’interno della Ragioneria generale dello Stato.

Quote rosa – Per ora sulla tolda di comando c’è Alessandra Dal Verme, altra storica dirigente della Ragioneria, in passato coinvolta spesso e volentieri all’interno degli organi di controllo di numerose società partecipate dal dicastero di via XX Settembre. Altro posto strategico in palio è quello di capo della Direzione per la razionalizzazione degli immobili, degli acquisti, della logistica e gli affari generali, in pratica la struttura più importante all’interno del Dipartimento amministrazione generale guidato da Ferrara. Lo stesso Ferrara  fino a non molto tempo fa aveva l’interim di questa direzione, che tra le altre cose deve “sorvegliare” la Consip, di cui il funzionario è stato presidente fino a pochissimo tempo fa. Insomma, una posizione non proprio da manuale. Di sicuro al ministero di Pier Carlo Padoan, anche se sottotraccia, qualcuno scalpita non poco per provare ad accaparrarsi qualcuna di queste poltrone.

Twitter: @SSansonetti

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