Tra Italicum e Bersanellum, anche Re Giorgio ci ripensa. Napolitano vuole un Mattarellum bis

dalla Redazione
Politica

Anche Giorgio Napolitano, il grande testimonial delle riforme, ripudia l’Italicum. La legge elettorale voluta da Matteo Renzi a corredo della nuova Costituzione è sotto attacco da tempo. L’ex presidente della Repubblica ha auspicato “un patto per l’Italia” con una “larga convergenza” delle forze politiche. Tra gli obiettivi dovrebbe esserci anche “una revisione del sistema elettorale” per “non puntare a tutti i costi sul ballottaggio, che rischia, nel contesto attuale, di lasciare la direzione del paese a una forza politica di troppo ristretta legittimazione nel voto del primo turno”. Una sorta di spinta al Mattarellum.

Le parole di Napolitano arrivano proprio a poche ore dall’iniziativa della minoranza del Partito democratico, che ha illustrato il Bersanellum, un sistema molto vicino al Mattarellum, perché basato sui collegi uninominali a turno unico (con un candidato che vince il seggio in base al risultato nella propria circoscrizione).  La proposta prevede che 475 deputati siano eletti in questo modo. Altri 12 all’estero sono eletti con il proporzionale, e i restanti 143 seggi sono suddivisi in base a dei premi: 90 dovrebbero andare alla lista o coalizione che su base nazionale prende più voti (il numero scende in caso di conseguimento di 350 seggi con la vittoria nei collegi). Altri 30 vanni ai “secondi” seconda e gli ultimi 23 sono ripartiti, in maniera proporzionale, tra le liste che vanno oltre il 2% su scala nazionale.

Il progetto, tuttavia, ha subito una bocciatura soft da parte del capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato. “Pensare ora di rifare una legge, richiede la forza di avere un’idea che sia davvero aggregante anche di un pezzo dell’opposizione”. Infine l’appello all’unità di Napolitano non ha sortito effetti positivi nelle opposizioni.  Il presidente dei deputati di Forza italia, Renato Brunetta, ha attaccato: “Se Napolitano non avesse appoggiato Renzi non saremmo al muro contro muro. Finché Napolitano è stato presidente della Repubblica ha avallato tutte le forzature d Renzi. Quindi, delle lacrime di coccodrillo di Napolitano non so che farmene. Napolitano ci ha portato alla violenza di Renzi”. Altrettanto duro il commento del leghista Roberto Calderoli:  “La monarchia di Re Giorgio prosegue, anche da senatore a vita va avanti nel suo ‘presidenzialismo per interposta persona’, continuando da dietro le quinte a tirare i fili della marionetta”.

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