Tregua sui dazi. Trump e Juncker avviano una nuova fase di forti relazioni commerciali. E rafforzano la cooperazione in materia di energia

dalla Redazione
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E’ tregua tra Unione Europea e Stati Uniti sui dazi commerciali. Il presidente Usa Donald Trump e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker si sono incontrati a Washington e al termine del faccia a faccia hanno diffuso una dichiarazione congiunta che annuncia “l’avvio di una nuova fase nel rapporto tra Stati Uniti e Unione europea, una fase di stretta amicizia, di forti relazioni commerciali”.

“Già oggi, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno un rapporto commerciale bilaterale da 1 trilione di dollari, il più grande rapporto economico nel mondo – spiegano Trump e Juncker -. Vogliamo rafforzare ulteriormente questo rapporto commerciale a vantaggio di tutti i cittadini americani ed europei. Questo è il motivo per cui oggi abbiamo concordato, in primo luogo, di lavorare insieme per l’obiettivo di zero tariffe, zero barriere e zero sussidi per beni industriali non auto. Lavoreremo anche per ridurre gli ostacoli e aumentare il commercio di servizi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, prodotti medici e soia.

In secondo luogo, abbiamo concordato oggi di rafforzare la nostra cooperazione strategica in materia di energia”.

“L’Unione europea intende importare più gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti per diversificare il proprio approvvigionamento energetico – prosegue la dichiarazione congiunta -. In terzo luogo, abbiamo convenuto oggi di avviare uno stretto dialogo sugli standard al fine di facilitare gli scambi, ridurre gli ostacoli burocratici e tagliare i costi. In quarto luogo, abbiamo concordato di unire le forze per proteggere meglio le società americane ed europee dalle pratiche commerciali sleali globali. Lavoreremo quindi a stretto contatto con partner affini per riformare l’Organizzazione Mondiale del Commercio e affrontare pratiche commerciali sleali, tra cui il furto di proprietà intellettuale, il trasferimento forzato di tecnologia, distorsioni create da imprese statali e sovraccapacità”. (ITALPRESS)