L’ultimo regalo di Gentiloni: le scorie di Euratom. L’Italia dovrà smantellare l’impianto nucleare europeo di Varese

di Caris Vanghetti
Politica

L’ultimo regalo dei Governi Berlusconi e Gentiloni all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte è lo smantellamento del reattore nucleare di Euratom che sorge nel Comune di Ispra in provincia di Varese. L’impianto nucleare risale al 1959 quando la Comunità Europea dell’Energia Atomica si accordò con l’Italia per la costruzione dello stabilimento per lo sviluppo dell’energia atomica a fini pacifici, l’intesa prevedeva che il nostro paese concedesse alla Comunità Europea l’area e le strutture per 99 anni. Poi dopo il referendum sul nucleare del 1987 l’utilizzazione del centro si è progressivamente ridotta e così è nato uno scontro tra Italia e Ue in ordine a chi dovesse sostenere le spese per lo smantellamento del reattore che, nel 2003, ammontavano a 676 milioni di euro.

Nel 2009, dopo complesse trattative tra l’allora Governo Berlusconi e Euratom, si arrivò a una transazione che prevedeva la compartecipazione dei due soggetti alle spese. Poi con l’approvazione della legge di bilancio 2018 da parte del Governo guidato da Paolo Gentiloni è stato stabilito che a farsi materialmente carico delle operazioni di smantellamento del reattore di Ispra sarà la Sogin (la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi) la quale sarà pagata con una parte della tariffa elettrica.

Nelle prossime settimane il Parlamento dovrà ratificare l’accordo transattivo stipulato da Italia e Euratom che quantifica il costo dell’operazione in circa 50 milioni a cui vanno però aggiunte le spese per “lo smaltimento geologico dei rifiuti ad alta attività” fa notare il servizio Studi Bilancio dello Stato della Camera dei Deputati che ha chiesto al Governo Conte di fornire chiarimenti.

Il testo all’esame delle Camere prevede, inoltre, che i rifiuti nucleari del reattore debbano essere conferiti entro il 2028 al costituendo Deposito nazionale italiano a spese della Commissione Europea. Ma se per allora l’Italia non avrà provveduto alla costruzione di tale deposito, a partire dal 1° gennaio 2029 i rifiuti diverranno di proprietà italiana e le relative spese di gestione nel deposito temporaneo del reattore di Ispra saranno a carico dell’Italia.