Un colpo ai falchi dell’austerity. L’Europarlamento cambia verso. Parla Laura Agea, capodelegazione M5S: “Con il referendum abrogativo Pd e FI andranno a sbattere contro un muro”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Una lezione ai falchi dell’austerity. Ma il colpo decisivo arriverà alle prossime Europee di primavera. “Il nostro gruppo sarà ago della bilancia”, assicura Laura Agea, capodelegazione M5S al Parlamento europeo.

Misure contro la povertà co-finanziate con fondi Ue. è la proposta del Parlamento europeo a Commissione e Consiglio nelle nuove linee guida del Fondo sociale europeo plus. L’Europa dell’austerity comincia a cambiare verso?
“È un riconoscimento importante del lavoro svolto dal Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. Le nuove regole entreranno in vigore nel 2021 e subito dopo potremo utilizzare i fondi europei per potenziare i centri per l’impiego, liberando nuove risorse per i cittadini”.

Vuol dire che dal 2021 si potranno utilizzare risorse europee per la copertura economica del Reddito di cittadinanza?
“I fondi europei non possono essere girati cash ai cittadini, tuttavia potremmo utilizzarli per implementare le politiche attive sul lavoro. In Italia troppi cittadini sono inattivi e sfiduciati. Dare un reddito a chi fa formazione e si mette al servizio della propria comunità per 8 ore a settimana è un modo per dare una opportunità di riscatto a tutti. Noi siamo la forza del riscatto sociale”.

Rispetto alla proposta della Commissione, il Parlamento ha deciso di aumentare la dotazione del fondo a 120,4 miliardi di euro dal 2021 al 2027. Come si potranno impiegare queste risorse?
“L’Unione europea può essere competitiva solo se mantiene alti livelli di occupazione, istruzione, salute e inclusione sociale, senza lasciare indietro nessuno. Un’altra novità è la soglia del il 3% che deve essere spesa per l’inclusione sociale delle persone indigenti e per affrontare la deprivazione materiale attraverso il cibo e l’assistenza materiale di base. Sono previsti inoltre maggiori investimenti su giovani e politiche per l’infanzia”.

La partita, però, non è finita: per la decisione definitiva occorrerà attendere i negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue. Non temete di sbattere contro il solito muro dell’austerity?
“Siamo fiduciosi. In Consiglio ci sarà Luigi Di Maio a difendere questo risultato. Inoltre, non dimentichiamoci che abbiamo colmato un vuoto: misure di contrasto alla povertà, analoghe al reddito di cittadinanza, ci sono già in tutta Europa. Per quanto riguarda l’austerità, al prossimo Parlamento europeo il nostro gruppo sarà ago della bilancia. Chiederemo di modificare tutti i regolamenti e direttive che hanno portato, direttamente o indirettamente, tagli a istruzione, sanità e pensioni”.

Intanto da Davos arriva la denuncia dell’Oxfam: cala la pressione fiscale sui patrimoni e aumenta sui redditi, chi è ricco lo diventa sempre di più ed è sempre più difficile uscire dalla povertà. è la conferma che un reddito minimo universale?
“Il reddito minimo universale è una cosa diversa dal reddito di cittadinanza. Gli squilibri denunciati dal rapporto Oxfam sono la conseguenza delle azioni politiche portate avanti dai partiti. Sono loro che hanno permesso la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, a discapito dei tanti cittadini in difficoltà. Con il reddito di cittadinanza iniziamo a invertire rotta perché redistribuiamo le risorse. Adesso la battaglia si sposta a Bruxelles. Serve una distribuzione equa della ricchezza con misure contro l’evasione fiscale internazionale che avvantaggia solo le multinazionali e crea i Paperoni. Cambieremo l’Europa per il bene dei tanti cittadini europei dimenticati colpevolmente dai partiti”.

Eppure in Italia c’è chi la pensa diversamente. Nel Pd e in FI c’è chi sta pensando ad un referendum per abrogare il Reddito di cittadinanza…
“Andranno a sbattere contro un muro”.

E alla Boschi – che associa al reddito di cittadinanza alla canzone Una vita in vacanza dello Stato Sociale – cosa risponde?
“La Boschi è l’emblema della sinistra che ha perso le sue radici. Le sue sono polemiche da radical chic. A proposito, ricordo che il Partito democratico ha votato al Parlamento europeo a favore del cofinanziamento del reddito di cittadinanza. È un partito allo sbando”.