In Regione il vitalizio non si tocca. Da Nord a Sud ecco chi sono gli ex consiglieri che ci costano 150 milioni

di Giorgio Velardi e Carmine Gazzanni
Primo piano

Non solo gli ex parlamentari. La proposta di legge a prima firma Matteo Richetti (Pd), che interviene sui famigerati vitalizi ricalcolando col sistema contributivo gli importi in essere, ha fatto storcere il naso pure agli ex consiglieri regionali. Categoria da sempre molto sensibile al tema (e al portafogli), come dimostra la sfilza di ricorsi presentati negli ultimi anni contro le sforbiciatine agli assegni, e la lettera che il Coordinamento Nazionale delle Associazioni di consiglieri ed ex consiglieri regionali e di ex deputati delle Assemblee Regionali ha spedito il 19 maggio alla commissione Affari Costituzionali della Camera. Invitandola a “colpire” piuttosto gli sprechi di Quirinale, Consulta, magistratura, in quella che si configura – a loro modo di vedere – come un’“aggressione contro persone titolari di diritti legittimi”. Proprio così. Ma veniamo al punto. L’art. 3 della contestata proposta Richetti, definita dal deputato “renziano” come “un gesto fondamentale per riconnettere sentimentalmente la politica e il Parlamento con i cittadini”, infatti, prevede l’estensione della nuova disciplina anche alle Regioni. Le quali, come rivelato da un recente e dettagliato dossier del centro studi e ricerche di “Itinerari Previdenziali”, spendono ogni anno la bellezza di 150,98 milioni di euro lordi per pagare 3.538 tra vitalizi diretti e indiretti degli ex consiglieri: 116,8 milioni nel primo caso e 34,1 nel secondo (soldi che incassano i familiari superstiti). Certo, oggi in molte Regioni non si può più parlare di vitalizi, visto che le pensioni vengono già calcolate col contributivo. Ma questo vale solo per i nuovi eletti. Tradotto: coloro che incassano ricche prebende continueranno a farlo, a meno che la pdl Richetti, che interviene retroattivamente, non venga rapidamente approvata (molto dipenderà dalla data delle prossime elezioni). Fra le Regioni che spendono di più ci sono Puglia, Sardegna, Sicilia, Campania e Lazio, con una spesa complessiva che oscilla fra 10 e 18 milioni lordi all’anno; agli ultimi posti figurano invece Toscana, Abruzzo, Basilicata e Molise (3/4 milioni lordi).

Sicilia e Sardegna: isole caste – Ma a questo punto cominciamo il nostro viaggio tra i grassi privilegi dei consigli regionali. E cominciamo dalla Sardegna. È qui, infatti, che si registra il numero più alto di graziati dal vitalizio: 310, per una spesa che tocca quota 17,5 milioni annui. E chi troviamo nell’esercito dorato? Alcuni baby pensionati, come Claudia Lombardo (Forza Italia), che da quando ha 41 anni (oggi ne ha 45) gode di un vitalizio pari a 7.225 euro lordi mensili. Ma anche alcuni condannati. Ricordate la storia delle “spese pazze” che travolse solo qualche anno fa diversi consigli regionali da Nord a Sud? Ecco, in Sardegna godono del vitalizio alcuni ex consiglieri condannati per peculato, come l’ex capogruppo di Idv Adriano Salis (3.500 euro lordi), e l’ex senatore del Pdl Silvestro Ladu (7.077). Ma di casi eclatanti il nostro Paese è pieno. Andiamo in Sicilia. Qui per vitalizi si raggiunge la cifra monstre di 18 milioni. E tra i tanti nomi spunta, ad esempio, quello di Salvatore Caltagirone. Fu deputato dell’Ars per 51 giorni nel 2011: da allora Caltagirone percepisce un vitalizio da 2mila euro al mese.

Solito andazzo – Non che al Nord la musica sia differente. Prendiamo il Veneto: qui sono 245, tra assegno diretto e indiretto, gli ex consiglieri che godono della ricca prebenda. Tra i tanti spicca Guido Trento, che porta a casa più di 50mila euro netti all’anno. “Nulla” in confronto agli oltre 63mila euro di cui gode l’ex presidente del Consiglio della Regione Lombardia (dal ’90 al ’92), Gianpiero Borghini. Ma nella lista aggiornata al 2016, tra gli altri ex lombardi, spunta anche Domenico Zambetti (33.390 euro lordi) che, nel frattempo, è stato condannato a 13 anni e mezzo per voto di scambio con la ‘ndrangheta. Che aria tira, invece, nella Regione più piccola d’Italia, il Molise? La stessa: tra gli 83 ex consiglieri che godono del vitalizio, troviamo Michele Picciano (3.072 euro lorsi al mese) che intanto è sotto inchiesta per le spese pazze, Candido Paglione (2.519 euro) che è stato piazzato a capo dell’ente regionale universitario, e Giuseppe Astore (oltre 4mila euro) che poi arrotonda anche col vitalizio da ex senatore. Stessa musica anche in Umbria dove, tra gli altri, troviamo l’ex Governatore Maria Rita Lorenzetti (4.534 euro lordi), rinviata a giudizio per l’inchiesta sulla Tav di Firenze, e Carlo Ripa di Meana (3.608), poi diventato anche ministro dell’Ambiente.

vitalizi

Quando una pensione non basta – Ma attenzione: non sono pochi nemmeno i casi, ahinoi, dei doppi vitalizi. Per dire: in Campania (spesa totale annua: 10,7 milioni) tra gli altri troviamo Antonio Bassolino che, oltre agli 83mila euro netti annui che riceve in qualità di ex consigliere, somma i 2.998 euro netti che gli “passa” mensilmente la Camera. Stessa musica anche per Nichi Vendola: l’ex leader di Sel percepisce un assegno mensile lordo di 5.618 euro di vitalizio regionale, cui aggiunge 4.985 euro di assegno mensile per le sue cinque legislature in Parlamento. Per un totale di circa 10mila euro. Stessa musica in Calabria: tra gli altri spunta l’ex Governatore Agazio Loiero, che si “aggiudica” 6.085 euro mensili dal consiglio regionale, più 4.962 euro dal Parlamento.