Vitalizio sociale a Formigoni. Dubbi M5S sulla sentenza al Senato. Decisione presa dopo le dimissioni della Evangelista. Per i grillini non poteva essere sostituita dal supplente

di Carmine Gazzanni
Politica
ROBERTO FORMIGONI

La decisione del Senato di assegnare un assegno sociale di 700 euro al detenuto (ai domiciliari) Roberto Formigoni, al quale il vitalizio era stato sospeso dopo la condanna definitiva per corruzione a 5 anni e 10 mesi, potrebbe essere illegittima. Il dubbio serpeggiava ieri, al Senato, in ambienti M5S. Come raccontato da La Notizia, due giorni fa la Commissione contenziosa del Senato, presieduta da Giacomo Caliendo, ha assegnato al Celeste, in via cautelare e in attesa della sentenza di merito, una quota dell’assegno maturato (ridotto da 7.709,28 euro lordi al mese a 3.385,14 dopo il ricalcolo in vigore dal 1° gennaio) riconoscendo la sua condizione di indigenza.

Ma la decisione è stata presa con la partecipazione di un giudice supplente a causa delle dimissioni rassegnate poco prima dalla vice presidente della Commissione, Elvira Evangelista (M5S). Ed ecco il punto: “Il giudice supplente della Commissione contenziosa – spiega una fonte pentastellata interna – in forza della normativa interna è chiamato a sostituire il membro effettivo in caso di assenza o impedimento”. Come previsto dal Testo Unico che regola il contenzioso interno di Palazzo Madama, che all’articolo 77 disciplina la “sostituzione dei membri titolari”.

Secondo i Cinque Stelle sarebbe quantomeno dubbio che le dimissioni di un giudice effettivo – quelle della Evangelista, maturate sulla scorta delle polemiche per l’ombra di confitto d’interessi sul ricorso di Francesco Nitto Palma (già senatore e capo di gabinetto in carica della presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati) e due giudici “amici” della Commissione, Caliendo e Cesare Martellino che su quel ricorso avrebbero dovuto giudicare – possano essere equiparate ad assenza o impedimento. “Poiché si tratta di un organo giurisdizionale – è il ragionamento dei 5S – va da sé che la mancanza di un membro effettivo perché uscito dall’organico, esattamente come accade in un collegio giudicante della magistratura ordinaria, dovrebbe essere colmata soltanto con un nuovo decreto di nomina da parte del Presidente del Senato”.

IL SENATORE NON RISPONDE. Fatto sta, che se le dimissioni della Evangelista hanno bloccato la sentenza sui 771 ricorsi degli ex senatori contro il taglio dei vitalizi, nella stessa seduta è stata invece presa la decisione su Formigoni perché a sostituire la senatrice si è presentato, incredibilmente, il supplente, Francesco Castiello, pure lui dei Cinque Stelle. Inutilmente La Notizia ha tentato più volte di contattarlo per avere la sua versione, ma senza ricevere risposta neppure ai messaggi. Restano, insomma, un mistero le ragioni che lo hanno indotto a prendere il posto della collega nel pieno del durissimo braccio di ferro contro il conflitto d’interessi della Commissione che ha visto schierato, per diversi giorni, anche il Blog delle Stelle. E non è tutto. Castiello, infatti, si sarebbe espresso anche a favore della decisione di restituire a Formigoni una parte del vitalizio. Una posizione certamente non in linea con quella del Movimento di cui fa parte.

LA PRECISAZIONE DEL SENATORE CASTIELLO.
“Non è vero che ho rifiutato di entrare in contatto con La Notizia, più semplicemente gli impegni in Senato mi hanno impedito di rispondere alle telefonate che ricevevo. Sono ben lieto di fornire i miei chiarimenti rispetto alla vicenda legata a Roberto Formigoni. La mia presenza nella Commissione Contenziosa come membro supplente è stata limitata alla fase cautelare del giudizio, caratterizzata dai requisiti della urgenza e della provvisorietà. Per l’udienza definitiva di merito occorrerà la presenza del membro effettivo che dovrà essere nominato in sostituzione della senatrice dimissionaria Evangelista. A Roberto Formigoni non è stato confermato il vitalizio ma è stato riconosciuto soltanto un minimo corrispondente all’assegno sociale. Ciò in via provvisoria e cautelare e, quindi, come tutela interinale, sul presupposto che, avendo subito il sequestro di tutto il patrimonio (immobili e conti correnti), l’internato è rimasto privo dei mezzi di sussistenza. Tengo a precisare che condivido tutte le considerazioni con cui la collega Evangelista ha spiegato la sua scelta di dimettersi da componente della Commissione e di non partecipare alla camera di consiglio che avrebbe dovuto discutere i 771 ricorsi di ex senatori che chiedono di riavere l’intero importo dei loro vecchi vitalizi.

LA REPLICA DELL’AUTORE.
La Notizia non ha mai scritto che il senatore Castiello si è rifiutato di entrare in contatto con noi, ma che lo ha contattato più volte non ottenendo mai risposta a chiamate e messaggi. Per il resto la nota non smentisce di una riga quanto da noi scritto circa la sua partecipazione alla Commissione contenziosa che ha riconosciuto al condannato Formigoni l’assegno sociale in via cautelare e in attesa della sentenza di merito.
C.G.

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