Voto di scambio politico-mafioso. Un altro passo verso la legalità. Parla la commissaria M5S dell’Antimafia, Ascari: “Così si fermano i condizionamenti criminali ai seggi”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Un altro passo verso la trasparenza e la legalità”. La deputata M5S, Stefania Ascari, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia non ha dubbi. Il giro di vite sul voto di scambio politico-mafioso, che ha ottenuto ieri il via libera della Camera e ora passerà al Senato per il via libera definitivo segna un salto di qualità nella lotta contro i “condizionamenti della criminalità” specialmente “in un momento sacro come quello del voto”. La parlamentare del Movimento non risparmia una frecciata al Partito democratico e a Forza Italia che hanno votato contro il provvedimento: “Nessuna sorpresa, solo profonda tristezza”.

La stretta sullo scambio di voti politico-mafioso fa un altro passo con il via libera di Montecitorio. Perché il Movimento Cinque Stelle punta molto su questa legge e quale principio viene affermato?
“Nel Movimento, da sempre, puntiamo su due elementi che sono il cardine sia della nostra storia che della nostra azione politica: trasparenza e legalità. Per un verso lo abbiamo già visto con lo Spazzacorrotti e con la proposta sulle Elezioni pulite; per un altro con il Reddito di cittadinanza, che permette ai giovani di non cedere ai ricatti della malavita e di trovare un lavoro onesto. Con la riforma del voto di scambio politico-mafioso il principio che affermiamo è semplice, ma forte: liberiamoci dai condizionamenti della criminalità e scegliamo il nostro futuro, specialmente in un momento sacro come quello del voto”.

Pene fino a 22 anni e mezzo di reclusione (con le aggravanti speciali per i politici effettivamente eletti proprio grazie ai voti dei mafiosi): per le opposizioni c’è il rischio che la norma non superi il vaglio della Consulta. Cosa vi fa ritenenere il contrario?
“Le pene previste arrivano fino a 15 anni. Inoltre, in caso di avvenuta elezione, scatta l’aggravante: questo è ciò che stabilisce la norma. Ad applicarla saranno i giudici che, con la discrezionalità prevista dalla legge, infliggeranno la condanna che riterranno adeguata ad ogni singolo caso”.

C’è chi, però, nell’opposizione obietta: basta che un politico scambi due parole al bar con uno sconosciuto di cui non conosce la fedina penale e si finisce nei guai. C’è davvero questo rischio?
“La norma presuppone un accordo: c’è una bella differenza tra un patto e due chiacchiere al bar! Nella realtà, purtroppo, ci imbattiamo in casi ben differenti, fatti di politica completamente contaminata dall’infiltrazione mafiosa e di mafie che tra i propri clienti hanno politici bisognosi di voti. Basta seguire la cronaca o leggere i nomi degli impresentabili che, troppo spesso, popolano le liste elettorali dei partiti tradizionali. Noi controlliamo da sempre la situazione giudiziaria dei nostri candidati, e oggi facciamo un appello a tutte le forze politiche: prestate più attenzione quando stilate le candidature”.

E’ sorpresa che Forza Italia e il Pd abbiano votato contro il provvedimento?
“Da una parte nessuna sorpresa, dall’altra profonda tristezza. Non ci stupisce perché abbiamo già visto le reazioni delle vecchie forze politiche a nostre proposte come la trasparenza dei finanziamenti ai partiti o il Daspo per corrotti e corruttori. Tristezza perché dispiace molto notare che parte della politica non senta ancora la necessità di rinnovarsi davvero, evitando di continuare a pescare nel torbido”.

Per l’approvazione definitiva manca la terza lettura al Senato, dove i numeri della maggioranza sono più esigui. Teme sorprese?
“Assolutamente no”.