Altro che guerra civile. Il voto su Salvini per i 5S è stato una risorsa. Su Tav e Autonomie l’intesa è certa. Baldino (M5S): “Ora avanti tutta con le riforme costituzionali”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Il 41% di iscritti che ha votato per l’autorizzazione a procedere contro Salvini? Non è un alto tasso di dissenso, ma una sanissima percentuale di partecipazione, e dunque una risorsa”. Così la deputata M5S, Vittoria Baldino, archivia il caso Diciotti e volta pagina.

Dopo il taglio dei parlamentari si attende il primo via libera alla riforma dell’iniziativa popolare. E’ il primo passo verso una democrazia meno rappresentativa e più diretta?
“Il lavoro sulle riforme costituzionali va in parallelo tra Camera e Senato. In tempi brevi avremo un Parlamento con meno poltrone ed un sistema legislativo più partecipato e dinamico, nel quadro di un corretto bilanciamento tra democrazia rappresentativa e diretta. Da una parte, riducendo il numero di parlamentari, le Camere lavoreranno in maniera più efficiente e risparmieremo mezzo miliardo a legislatura, da reinvestire in servizi per i cittadini. Per altro verso, questi ultimi torneranno al centro della vita politica del Paese: quando il referendum propositivo sarà introdotto definitivamente, infatti, gli italiani potranno votare direttamente le leggi d’iniziativa popolare, se deputati e senatori non le avranno approvate entro 18 mesi dalla presentazione”.

Però alla Camera la maggioranza ha ballato sul filo del numero legale: come mai tanti assenze?
“Io mi chiederei piuttosto come mai le opposizioni hanno fatto inizialmente così tanti emendamenti – in molti casi identici tra loro – che hanno avuto il solo effetto di allungare l’esame in Aula. Ora che l’impasse è stata superata possiamo dire che, grazie alla nostra massima apertura già dai lavori in commissione, il testo sul referendum propositivo sia frutto anche del contributo delle altre forze politiche che hanno voluto metterci del proprio in maniera costruttiva”.

Il caso della Diciotti ha messo in evidenza un alto dissenso (il 41%) nella base M5S. D’altra parte, se non fosse nato questo Governo tante riforme, da quelle costituzionali al Reddito di cittadinanza, non si sarebbero fatte. Tirando le somme i pro dell’alleanza con la Lega superano i contro?
“Quel 41% non costituisce un alto tasso di dissenso, ma una sanissima percentuale di partecipazione, e dunque una risorsa. Poi è chiaro che si debba prendere una decisione e che ciò vada fatto a maggioranza. Questa è democrazia, e non ci sono eguali nella politica italiana. Siamo convinti dell’azione di questo Governo, così come lo eravamo quando abbiamo sottoscritto il contratto. È l’accordo di Governo ad essere in sé un pro, nella misura in cui è funzionale agli interessi degli italiani”.

A proposito dei rapporti con la Lega, Di Maio ha chiuso al gruppo unico nel prossimo parlamento Ue. Perché i Cinque Stelle possono stare con Salvini in Italia ma non in Europa?
“Perché in Italia c’è un contratto di Governo, nato all’indomani delle elezioni: a tal proposito ricordo che nelle competizioni elettorali italiane Lega e Movimento continuano a presentarsi separatamente. In Europa invece stiamo parlando di accordi in vista delle elezioni. Sono due soluzioni diametralmente opposte, che fanno fronte ad esigenze politiche radicalmente diverse. Il Movimento e la Lega sono due entità differenti, sia chiaro”.

Restano altri nodi da sciogliere. A cominciare dalle Autonomie: il costituzionalista Sorrentino ha spiegato su La Notizia che il voto prendere o lasciare del Parlamento senza possibilità di emendare il testo sarebbe incostituzionale. Come se ne sce?
“Il Parlamento manterrà la sua centralità. Anche il ministro Fraccaro ha assicurato che il testo finale passerà al vaglio delle Camere, che saranno coinvolte nella maniera più opportuna”.

Poi c’è la questione del Tav: per bloccare l’opera serve un voto del Parlamento, ma se sommiamo i voti di chi è a favore dell’opera, Lega compresa, l’esito sembra scontato. Sulla Torino-Lione i Cinque Stelle sono pronti alla crisi di Governo?
“Sulla questione Tav scenari e posizioni mi sembrano chiari: nel contratto c’è scritto che l’opera va ridiscussa; successivamente, l’analisi costi-benefici ha dato un esito negativo. Credo anch’io nelle parole di Luigi Di Maio: si troverà la quadra anche questa volta”.