Zingaretti si prende il Pd. Ora la vera sfida è derenzizzarlo. Successo oltre le aspettative del governatore del Lazio. Il popolo dem svolta a sinistra, puniti Martina e Giachetti

di Paolo Vita
Politica

Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito Democratico con quasi il 66% dei voti, grazie a un’affluenza che ha toccato il milione e seicentomila partecipanti. Circa 800 mila persone in più di quante auspicate dallo stesso governatore del Lazio prima delle primarie. Quella che rischiava di trasformarsi in una vittoria dimezzata a causa della bassa affluenza ai gazebi, o peggio ancora, in una non vittoria, nel caso in cui le primarie non avessero stabilito un risultato netto, con almeno il 50% dei voti più uno, in favore di uno dei tre candidati alla segreteria, è diventato il punto di ripartenza del Pd.

Le prime parole pronunciate da Zingaretti delineano l’inizio di una nuova stagione di leadership (messaggio a Renzi: “Non sarò mai un capo, ma il leader di una comunità”), e una mano tesa alle altre forze politiche e ai loro elettori, “nuovo partito” baricentro di “nuove alleanze” con “le porte spalancate” ai “molti che oggi sono tornati”. Con il chiaro obiettivo di accrescere nei consensi e potersi presentare come alternativa a questo governo, o almeno a una parte di esso. Infatti, parlando dell’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha sottolineato come “il Governo gialloverde ci ha fatto diventare gli ultimi in Europa e anche la Lega di Salvini, nazionalista, è contro gli interessi del Nord e contro gli interessi produttivi”.

Mentre rivolgendosi agli elettori dei partiti di maggioranza ha detto: “Vorrei parlare alle tante persone che hanno votato Cinque Stelle e Salvini, perché catturati da parole che guardavano alla speranza e al futuro e che ora cominciano a capire che non è così, vorrei dire che noi vogliamo unire l’Italia per renderla più forte”.

Il nuovo segretario del Pd non ha risparmiato le stoccate al Governo condannando l’atteggiamento dei 5 Stelle sulla Tav e quello della Lega sull’Autonomia delle Regioni. “Ho iniziato ad ascoltare i presidenti delle giunte regionali del centrosinistra, il prossimo passo sarà mettere in campo una nuova proposta di tutto il centrosinistra sul tema delle autonomie”. Il Movimento 5 Stelle ha però accolto con favore il risultato delle primarie, a cominciare da Luigi Di Maio: “Zingaretti? Il mio bocca al lupo.

Il M5S fra pochi giorni porta in Parlamento una misura che introduce ed estende il salario minimo a tutte le categorie Di lavoratori. Una battaglia Di tutti e sul tema mi auguro Di vedere un’ampia convergenza parlamentare, a partire proprio da Zingaretti”. Mentre il presidente della Camera, Roberto Fico, ha twittato “Auguri di buon lavoro al nuovo segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti”. Ma per il principale sponsor del Governatore del Lazio, Goffredo Bettini, il Pd non deve dare alcuna sponda ai 5 Stelle: “Guai a dare, in questo momento, una qualsiasi stampella alla loro crisi”.