I Cinque Stelle stile British, al Quirinale senza fare rumore. E Virginia Raggi intanto scala posizioni

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Mantenere il profilo basso. Senza scontri pubblici. Dando sempre battaglia in Parlamento. Ma pensando a massimizzare il risultato alle elezioni comunali di giugno. Il Movimento 5 Stelle sta continuando l’elaborazione del lutto per la perdita di Gianroberto Casaleggio. E segue una linea ben precisa: avviare il cambiamento, evitando troppo rumore.

STILE BRITISH – Dopo la prevedibile bocciatura al Senato della mozione di sfiducia al Governo, i pentastellati si sono presentati all’incontro istituzionale al Quirinale con un approccio decisamente British. Non c’è stato alcuno show di Beppe Grillo né tantomeno si è vista una parata di aspiranti leader come Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico. Ma c’è stata la presenza dei capigruppo di Camera e Senato, Michele Dell’Orco e Nunzia Catalfo, secondo il protocollo. I due parlamentari hanno fatto presente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la maggioranza è cambiata con l’ingresso di Verdini. E quindi sarebbe necessario un passaggio in Aula per la presa d’atto con una nuova fiducia. Sarebbe il modo per mettere in difficoltà il Partito democratico: la minoranza dovrebbe prendere atto del “nuovo” alleato. La ricostruzione dei 5 Stelle ha ricevuto la garbata replica del capo dello Stato: l’ingresso di Verdini è stato un’aggiunta, non un cambiamento. L’unica convergenza c’è stata su una banalità, ossia “che uno dei principali problemi dell’Italia è la corruzione”. Del resto il contenuto del colloquio quasi tramonta rispetto al messaggio inviato: i 5 Stelle mandano in avanscoperta i volti meno noti, le seconde linee, seguendo un profilo istituzionale. Mentre i leader cercano di capire cosa fare da grandi. Con il vicepresidente della Camera Di Maio che si è già detto disponibile ad assumersi “la responsabilità” di una eventuale candidatura per Palazzo Chigi. Certo, se lo vorrà il web.

RAGGI SUPERSTAR – L’iperattivismo del candidato sindaco a Roma, Virginia Raggi, è giustificabile con gli impegni di campagna elettorale. Tuttavia, nel Movimento c’è stato qualche malumore per il suo viaggio, destinazione Milano, per incontrare Davide Casaleggio. L’aspirante prima cittadina della Capitale si sta comunque affermando nel panorama nazionale, scavalcando nelle gerarchie altri esponenti. Per esempio la deputata Roberta Lombardi, che su Roma ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano. Tanto da attirare l’attenzione di quotidiani internazionali, quale il britannico The Guardian. Eppure fino a qualche mese fa Raggi era solo una consigliera comunale al Campidoglio, senza peraltro alcuno slancio. Adesso anche sul sito di Beppe Grillo campeggia spesso. E sabato 23 aprile c’è la prima prova muscolare: la raccolta delle 1.500 firme da depositare in Tribunale per l’ufficializzazione della candidatura. L’obiettivo? Manco a dirlo: riuscirci in un batter d’occhio per confermare la popolarità della candidata.

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