Libia, tensione alle stelle a Tripoli: Souq Al-Jumua avverte Dabaiba, “Pronti alla guerra”

Libia, tensione alle stelle a Tripoli: il movimento Souq Al-Jumua avverte il premier Dabaiba, “Pronti alla guerra”

Libia, tensione alle stelle a Tripoli: Souq Al-Jumua avverte Dabaiba, “Pronti alla guerra”

La fragile pace di Tripoli è a un passo dal collasso. In un comunicato infuocato diffuso nelle ultime ore, il movimento dei residenti di Souq Al-Jumua, uno dei quartieri storici della capitale della Libia, ha dichiarato di essere “pienamente pronto alla battaglia”, rispondendo con toni durissimi alle dichiarazioni del premier Abdelhamid Dabaiba. La situazione rischia di degenerare in un nuovo conflitto armato urbano.

Nel mirino del movimento ci sono le parole pronunciate dal Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale durante un’intervista televisiva trasmessa ieri sera. Dabaiba aveva posto una serie di condizioni per evitare quella che ha definito una “guerra contro le formazioni armate fuori legge”, riferendosi in particolare al potente apparato Radaa, la forza di sicurezza incaricata del contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata.

Il comunicato di Souq Al-Jumua, rilanciato attraverso i social, non lascia spazio a fraintendimenti: “È finito il tempo delle parole e delle false promesse. Oggi siamo pienamente pronti e determinati alla battaglia. Questa volta non ci sarà ritorno né negoziato. La guerra è una questione di sopravvivenza ed esistenza”. Secondo il movimento, le richieste di Dabaiba – tra cui la consegna dei ricercati alla procura, il controllo statale sull’aeroporto di Mitiga, le prigioni e i porti, e lo scioglimento delle formazioni armate – sarebbero nient’altro che un “tentativo di ricatto” e una “imposizione politica sostenuta dalla forza delle armi e dei media”.

Libia, tensione alle stelle a Tripoli: Souq Al-Jumua avverte Dabaiba, “Pronti alla guerra”

Il tono del messaggio è chiaramente quello di una sfida aperta: “Non cederemo nemmeno un centimetro della nostra città o della capitale, che abbiamo difeso nei momenti più bui. La terra conosce i suoi figli, e le piazze riconosceranno i loro uomini”, si legge ancora nel testo, che promette resistenza a ogni tentativo di “imporre soluzioni esterne” alla volontà della comunità locale.

La nuova escalation in Libia si inserisce in un contesto già gravemente compromesso. Da giorni a Tripoli si registrano crescenti tensioni, con segnali evidenti di un possibile scontro imminente tra le autorità governative e le milizie che ancora detengono il controllo di snodi strategici della sicurezza. L’obiettivo dichiarato di Dabaiba è quello di ristabilire il controllo statale su prigioni, porti, aeroporti e strutture di sicurezza, nel tentativo di consolidare l’autorità centrale nella fase cruciale del percorso elettorale.

Ma il rischio di uno scontro aperto all’interno della capitale potrebbe far deragliare l’intero processo. Gli appelli internazionali alla calma e al dialogo si susseguono da giorni, ma finora hanno ottenuto pochi risultati concreti. E mentre il governo prova a riconquistare il controllo istituzionale, sul terreno sembra profilarsi una nuova fase del conflitto libico, sempre più frammentato e imprevedibile.