La Libia rafforza la sua presenza militare lungo il confine meridionale con il Ciad, dopo i recenti scontri che hanno provocato vittime tra le truppe dell’Esercito nazionale libico (ENL). Le forze di terra guidate dal generale Saddam Haftar – figlio del comandante dell’ENL Khalifa Haftar – hanno annunciato l’invio di unità d’élite nella zona del valico numero 17, teatro dell’ultimo assalto.
L’operazione, resa pubblica da una nota diffusa via social dallo Stato maggiore delle Forze terrestri dell’ENL e che rischia di portare al conflitto tra i due Paesi africani, mira a “rafforzare il controllo lungo la linea di confine e contrastare ogni minaccia alla sicurezza nazionale”. Un video pubblicato sui canali ufficiali mostra colonne di veicoli blindati in movimento notturno, scortati da forze speciali, mentre attraversano una base illuminata per poi addentrarsi nelle piste sabbiose del deserto libico. Un segnale chiaro di un dispiegamento su larga scala che sta preoccupando la comunità internazionale e sta riaccendendo le tensioni nel nord Africa.
Tra Libia e Ciad soffiano venti di guerra: dopo i recenti scontri armati, il generale Haftar ha schierato le truppe d’élite al confine
L’innalzamento dell’allerta arriva dopo lo scontro armato con un gruppo guidato da Saleh Habré, cugino dell’ex presidente ciadiano Hissène Habré, da tempo attivo nella fascia desertica tra il Fezzan e il Tibesti. Secondo fonti locali, il commando avrebbe assaltato un posto di blocco delle forze di Haftar, provocando diverse vittime e la cattura di alcuni militari libici, prima di ritirarsi in zone isolate del deserto.
Diversa la versione fornita dalla Divisione media militare dell’ENL, che parla invece di una “operazione militare riuscita” condotta contro “un raggruppamento armato di oppositori ciadiani”, nel contesto delle operazioni di sicurezza lungo le frontiere. Il bilancio fornito dal comunicato parla di “gravi perdite” tra i miliziani e della cattura di alcuni elementi ostili.