San Siro, quando l’ex assessore Tancredi diceva: “Non si può demolire”. Dalle chat dell’inchiesta le manovre per rendere edificabile il Parco Sud

Emergono nuove chat imbarazzanti anche sulla questione San Siro. Tra le ipotesi anche quella di rendere La Maura - Parco Sud - edificabile

San Siro, quando l’ex assessore Tancredi diceva: “Non si può demolire”. Dalle chat dell’inchiesta le manovre per rendere edificabile il Parco Sud

A quattro giorni dalla riunione decisiva per la vendita dello stadio di San Siro, tra il sindaco Beppe Sala e i colonnelli milanesi del Pd, fissata per martedì, dagli atti della Procura depositati nell’inchiesta sull’urbanistica spuntano nuove – imbarazzanti – chat. Proprio sullo stadio.

A parlare, fare piani, lagnarsi per il vincolo culturale incipiente, su whatsapp è sempre l’inner-cicle di Sala, ovvero l’ex assessore Giancarlo Tancredi, il Dg del Comune, Christian Malangone e la dirigente responsabile del progetto Meazza, Simona Collarini (tutti e tre indagati). Tra i tre il rapporto è stretto, essendo quelli che hanno in mano il dossier stadio. Più che naturale quindi che ne discutano.

“San Siro non si può demolire”

San Siro “non si può demolire, se non in minima parte“, scrive Tancredi a Malangone il 12 maggio 2023, dopo un confronto con la Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Emanuela Carpani. “Carpani dice difficile non dare interesse culturale al secondo anello”, aggiunge. E il 27 luglio scrive: “La Carpani mi dice che un’eventuale demolizione deve essere solo in parte… non si tratta certo di salvare solo le vestigia. La pronuncia formale esce tra qualche giorno”.

La soluzione? San Siro come la Tav

Il “capo mi sa che reagisce male”, commenta Malangone, riferendosi a Sala. Il giorno successivo informa anche la dirigente Collarini: “Mettono vincolo semplice. Ho già sentito Carpani che dice, non si può demolire se non in minima parte”. La soprintendente avrebbe però fatto “una proposta interessante”. “In caso di due interessi pubblici contrapposti”, afferma Tancredi citando l’esempio del “Tav che passa su borgo storico”, la “Presidenza del Consiglio avoca a sé e decide”. “Un possibile problema – conclude l’assessore – sono però i tempi di questa decisione”.

L’ira del verde Monguzzi: “Ecco la vera storia del vincolo”

“La vera storia del vincolo esce dalle chat”, commenta il verde Carlo Monguzzi, “Il Meazza non si può demolire, serve l’intervento di governo e ministero. Il sindaco interviene e scrive allora una lettera incredibile e molto dura alla sovrintendente (dipendente del ministero), che cambia radicalmente il parere”, spiega. “Il vincolo vale solo se il bene è pubblico ma non se è privato. Da qui la corsa delle squadre all’acquisto. E la guerra dei 70 anni. Il secondo anello costruito completamente a metà 1955, ‘viene terminato’ per la sovrintendente il 10 novembre 1955. Il gioco delle 3 tavolette ha tratti di nobiltà rispetto alla vicenda San Siro. Poveri noi!”, conclude.

Capitolo La Maura, il parco tutelato che genera volumetrie

Ma nelle chat compare anche La Maura, l’area verde che include le piste di allenamento Trenno e Maura nel Parco Agricolo Sud Milano, sottoposte a vincoli monumentali e paesaggistici, che Sala – a sorpresa -aveva annunciato di voler acquisire da Snaitech. Comprare La Maura “è un colpo pazzesco per lo stadio“, scrive Tancredi a Malangone il 23 novembre 2024. “Capo carichissimo su acquisto Maura, dobbiamo capire come eventualmente farlo”, risponde il Dg. “Tua idea geniale! – ribatte l’ex assessore – Coi soldi come siamo messi?”.

Aggiunge che comunque “andrebbe lasciato in custodia a Schiavolin”, amministratore delegato di Snaitech, “fino a definizione progetto, su cui lancerei concorso internazionale”. Malangone insiste: “Dobbiamo capire procedura”.

L’argomento ‘La Maura’, collegato allo stadio, non è inedito nelle conversazioni fra i vertici di Palazzo Marino. Oltre un anno prima, marzo 2023, c’era l’ipotesi di costruire il nuovo impianto di Milan e Inter proprio sulle piste ippiche. Il 3 marzo Sala ha pubblicato sui social network un intervento su Spotify. Tancredi-Malangone e Collarini se lo inoltrano.

Due giorni dopo si scambiano dei contenuti che nelle chat acquisite dalla guardia di finanza non sono visibili. Il dg chiede tuttavia: “Vi risulta? C’entra con La Maura?”. Risponde l’assessore: “C’era da aspettarselo. Va nella direzione di una tutela della Maura e quindi non dello stadio”. “Saremmo costretti a dare parere negativo come Giunta – aggiunge – Forse il Capo dovrebbe parlare con Fedrighini e Rabaiotti” dice citando il consigliere comunale del gruppo Misto, Enrico Fedrighini, oppositore del progetto Maura e l’ex assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti, in quella fase consigliere comunale.

Lavoravano per togliere il vincolo al Parco Sud

Collarini propone allora una soluzione per trasformare l’area da verde vincolato del Parco Sud a edificabile: “Puoi procedere con la norma transitoria del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento del parco, ndr)” che “prevede che si possa intervenire anche nelle more del piano di cintura, ma con interventi che vengono dichiarati di interesse pubblico e generale”.

Lo scambio, via il verde al La Maura per il parco dello stadio disegnato da Boeri

Così come Tancredi esplora, il giorno prima (5 marzo 2023), la stessa possibilità al telefono con un altro degli indagati, l’architetto Stefano Boeri. Il presidente della Triennale gli domanda “come rendere appetibile a Milan contributo sul Meazza” e “quanta volumetria aggiuntiva potrebbe avere il Meazza? Commercio?”. “Trasferirei parte di queste volumetrie su Maura” risponde Tancredi. “Stessa cosa si potrebbe fare con il consumo di suolo – concludeva – ‘permutando’ aree edificande Maura con nuovo parco intorno al Meazza”.

Fedrighini “Trattative occulte per edificare il Parco Sud”

“Emerge, anzi si conferma in modo sempre più chiaro quanto denuncio da tempo. La trasformazione, con trattative occulte, dell’ovest milanese non si limita al progetto Meazza ma unisce, alla svendita delle aree dello stadio, l’acquisto e l’edificazione della Pista Maura, nella quale trasferire una quota delle volumetrie previste accanto al Meazza. La pista Maura è tutelata da Parco Sud ed è inedificabile; anche per questo si tenta di coinvolgere la soprintendenza”, commenta Fedrighini.