Il Pd accelera su Decaro: “Basta veti”. Ora a preoccupare è il no a Vendola

Boccia avvisa l’ex sindaco: a richio l’unità della coalizione. E Bonelli provoca con l’ipotesi del bis dell’ex Rifondazione

Il Pd accelera su Decaro: “Basta veti”. Ora a preoccupare è il no a Vendola

La Puglia è l’ultima regione ancora senza un candidato per il centrosinistra. Pesano i veti che Antonio Decaro, candidato in pectore, ha messo su Michele Emiliano e Nichi Vendola. E ora il Pd preme affinché Decaro ceda almeno su Vendola in consiglio regionale. In ballo c’è l’alleanza con Avs e l’unità della coalizione.

Pesano in casa dem i veti di Decaro su Vendola: in ballo i rapporti con Avs

Vendola non sembra intenzionato a farsi da parte (“Sono abituato a fare sempre passi in avanti, difficilmente ne faccio indietro”, ha detto durante la presentazione del suo libro a Bisceglie) e i rossoverdi respingono i veti. Dirimente sarà il preannunciato faccia a faccia di Decaro con l’ex governatore.

“Senza unità non c’è alternativa. E, senza alternativa, la destra continuerà a usare ‘i muscoli dei numeri’ per strozzare il confronto. Per questo vanno respinti i veti, che vanno superati in questi giorni in Puglia”, dichiara il dem Francesco Boccia.

Il che significa che se il no alla candidatura in Consiglio di Emiliano può essere gestito in casa perché è un esponente dem, l’opposizione a Vendola creerebbe un problema politico con gli alleati, che il Pd vuole evitare.

Il piano B di Avs: Vendola candidato al posto di Decaro

A complicare ancora di più le cose l’ipotesi – fatta circolare in casa Avs – di un piano B in caso il problema non si risolvesse: la candidatura a governatore dello stesso Vendola. “Se oggi nel dibattito pugliese si pone l’ipotesi di Nichi Vendola come candidato alla presidenza della Regione, lo si fa soltanto come eventualità nel caso in cui Decaro decidesse un passo indietro”, dice da Avs Angelo Bonelli, ricordando che “non siamo stati certo noi a mettere in discussione la candidatura di Decaro, né mai lo faremo”.

E aggiunge: “Una coalizione che ambisce a governare il Paese non può reggersi soltanto su un asse Pd-M5S. Serve equilibrio e saggezza”.

De Luca in Campania alza la posta: su assessori e liste la partita non è chiusa

Intanto in Campania è Vincenzo De Luca show. “Continuerò a dire quello che penso, chiaro?”, dice nel consueto spazio sul web del venerdì riaperto dopo le ferie, confermando di voler continuare ad avere un ruolo di primissimo piano nelle vicende politiche regionali. Parla di “gossip sgangherato e inconcludente” a proposito del confronto di questi giorni sulle prossime elezioni, ma si guarda bene dal nominare il candidato alla successione Roberto Fico o di far cenno all’intesa per portare il figlio Piero alla segreteria regionale del Pd, in cambio del sì al pentastellato.

Alza i toni anche perché l’intesa con il Pd è ancora da definire nei dettagli, soprattutto su liste ed eventuali assessori. E fa finta di interessarsi ai programmi: “Prima le cose da fare e poi i nomi. Mi pare l’unica cosa corretta e civile, sono impegnato a fare in modo che il programma, al di là dei candidati, risponda agli interessi della Campania”.

L’intesa su Fico e De Luca jr. alla segreteria regionale del Pd ha lasciato l’amaro in bocca a qualche dem

L’intesa col Nazareno peraltro ha lasciato strascichi anche tra i dem. “Mi ha provocato una ferita, io e gli altri amici che abbiamo sostenuto Elly Schlein non siamo certo contenti”, ha affermato in un’intervista al Fatto quotidiano, Sandro Ruotolo, eurodeputato del Pd e coordinatore della mozione Schlein in Campania, commentando il via libera alla corsa del 5Stelle Fico in cambio della candidatura unica a segretario regionale del figlio di Vincenzo De Luca.

Che peraltro getta strali contro Decaro, per ribadire, se ce ne fosse bisogno, che lui non teme il confronto con nessuno e quindi non avrebbe motivo di porre veti.

Ma si rivolge alla Puglia soprattutto perché la Campania intenda: “Sconvolgente e ridicolo, lì c’è un ipotetico candidato che pone veti su altri esponenti politici, evidenziando anzitutto maleducazione. Ridicola la posizione su Vendola, dirigente non del Pd ma di un altro partito, tra l’altro iniziatore di una svolta amministrativa in Puglia. Io non mi permetterei mai. Decidono i cittadini, non i cacicchi di Roma, di cui avremo modo di parlare nelle prossime settimane. E chi teme che altri gli facciano ombra confessa la propria inconsistenza politica”, ha concluso De Luca.