Stangata di inizio anno, Conte all’attacco: “Maxi-aumenti, ma il governo dice no alle proposte contro il caro-vita”

Il leader M5S, Giuseppe Conte, si scaglia contro il governo per i maxi-rincari di inizio anno, dovuti anche a nuove tasse.

Stangata di inizio anno, Conte all’attacco: “Maxi-aumenti, ma il governo dice no alle proposte contro il caro-vita”

Il governo dice no alle proposte contro il caro-vita, ma intanto arrivano maxi-rincari per le famiglie italiane. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, mette sotto accusa il governo con tutti gli aumenti previsti con il nuovo anno, tra tasse aumentate e accise più alte.

In questo 2026 costa di più, fra le altre cose, fare l’assicurazione all’auto, mettere il gasolio, pagare i pedaggi sulle autostrade. Alcune associazioni dei consumatori stimano aumenti per 900 milioni a carico dei cittadini”, scrive Conte in un post su Facebook.

Nuovo anno, nuovi rincari: Conte accusa il governo

Il presidente pentastellato mette nel mirino l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “Il Governo ha detto no a tutte le nostre proposte contro il carovita e ha fatto anche un pasticcio sul rinnovo dei bonus giovani e donne, su cui ora dovranno rimediare in fretta. Secondo loro di fronte ai rincari i pensionati con la minima se la caveranno con +3 euro sul cedolino, gli operai con +2 euro in busta paga e il 40% dei giovani lavorerà ancora per meno di 9 euro l’ora, perché per il Governo il salario minimo non serve”.

La coperta è corta, dicono – prosegue Conte – ma riscalda benissimo chi produce armi, i giganti del web, i colossi energetici e le banche che hanno fatto extraprofitti miliardari con bollette e mutui. I settori da cui avevamo suggerito di prendere risorse per famiglie e imprese. Non possiamo permetterci di disimpegnarci, astenerci, lasciar correre. Sarà un anno di impegno per cambiare le cose”.

Parla di maxi-rincari anche il Codacons: “Il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti che arriva in un momento in cui i bilanci delle famiglie risultano già fortemente compromessi dai rincari registrati nel corso del 2025. L’effetto combinato di queste misure rischia di deprimere ulteriormente i consumi e di aggravare le difficoltà economiche di milioni di cittadini”.