Le Lettere

La democrazia di OnlyFans

Stimavo Stefano Fassina e lo seguivo sui social. Poi ho letto un suo post, “Boicottiamo con ogni mezzo il regime di Teheran”, e ho smesso di seguirlo.
Aldo Renda
via email

Gentile lettore, se Fassina crede che dopo gli ayatollah arriverebbe la democrazia, è fuori strada. Quando Usa e Uk con un golpe (1953) fecero cadere Mossadegh che voleva nazionalizzare il petrolio in mano alle Sette Sorelle, posero al potere Reza Pahlavi, che si proclamò Re dei Re, viveva di sfarzi e governava il popolo con la Savak, la polizia politica. Mi risulta incomprensibile la posizione di Fassina, che pure è persona intelligente. Se c’è una rivolta popolare – al netto delle infiltrazioni dei servizi occidentali come in ogni “primavera araba” – la domanda è: quali sono le ragioni? La protesta nasce da una crisi economica iniziata con le sanzioni americane del ‘95, rinforzate nel 2005. La piazza non chiede “diritti per le donne”, come cialtronescamente asserito da molti giornali. La donna in Iran, checché ne dicano le gazzette, gode di libertà superiori a quelle di tanti Paesi musulmani. E il tasso di democrazia non si misura con OnlyFans. Il fatto è che in 30 anni le sanzioni hanno ridotto in miseria il ceto medio e l’ultima svalutazione del rial ha innescato la rivolta (con numero di vittime non verificabile e quindi quasi certamente gonfiato). Non difendo gli ayatollah, ma torturare un popolo con la fame per abbattere un governo sgradito, è il gioco sporco di Usa, Uk e Israele: il solito trucco della democrazia esportata. Un intellettuale onesto dovrebbe stare dalla parte della giustizia, non da quella dei predatori egemonici.

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