Busta paga, arriva la direttiva Ue sulla trasparenza: cosa cambia e per chi potrebbero aumentare gli stipendi

Busta paga più trasparente da giugno: cosa cambia davvero con la nuova direttiva Ue per i lavoratori e le lavoratrici in tema di stipendi.

Busta paga, arriva la direttiva Ue sulla trasparenza: cosa cambia e per chi potrebbero aumentare gli stipendi

Una busta paga più trasparente. Entro giugno anche l’Italia dovrà adeguarsi alla direttiva Ue che impone alle aziende di offrire maggiore trasparenza retributiva. Cosa vuol dire? Lo stipendio non cambia e non ci saranno reali vantaggi monetari, ma i lavoratori potranno conoscere i salari dei loro colleghi (a parità di mansioni) e dovranno avere più informazioni al momento dei colloqui e delle candidature per i posti vacanti. 

L’obiettivo della direttiva Ue è quello di favorire la parità di genere. Un intervento motivato dai dati Eurostat, secondo cui nel 2020 il divario retributivo di genere in Ue è superiore al 12%. E in Italia le donne guadagnano addirittura il 25% in meno degli uomini di media, anche a causa di contratti precari e carriere discontinue. 

La direttiva impone regole più chiare nei rapporti dei lavoro e trasparenti sin da subito, anche per gli annunci di lavoro e per le progressione di carriera. In Italia, spiega il Corriere della Sera, il ministero del Lavoro sta lavorando al recepimento della direttiva con la collaborazione dell’Inapp ed è atteso, nei prossimi mesi, un decreto legislativo. 

Cosa prevede la direttiva Ue sulla trasparenza retributiva

La direttiva Ue deve essere recepita dagli Stati membri entro il 6 giugno 2026. L’obiettivo è “combattere la discriminazione retributiva e contribuire a colmare il divario retributivo di genere nell’Ue”, rafforzando il principio della parità di retribuzioni tra uomini e donne per lo stesso lavoro.

Le imprese saranno quindi “tenute a fornire informazioni sulle retribuzioni e a intervenire se il divario retributivo di genere supera il 5%”. In più, si prevede anche un risarcimento per le vittime di discriminazione retributiva e si introducono sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le nuove regole. 

Busta paga, più trasparenza sin da subito

La maggiore trasparenza per la busta paga deve essere garantita sin da subito. I datori di lavoro saranno obbligati a fornire a chi cerca lavoro informazioni sulla retribuzione iniziale o almeno sulla fascia retributiva per i posti vacanti. Inoltre, diventerà vietato chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni attuali e precedenti.

Le informazioni sulla busta paga e il confronto tra colleghi

I lavoratori e le lavoratrici assunte potranno chiedere ai datori di lavoro informazioni sui livelli retributivi medi e sui criteri utilizzati per determinare la progressione di carriera e retributiva. Quindi sarà possibile conoscere gli stipendi dei colleghi con le stesse mansioni. Non la cifra esatta, ma i livelli retributivi medi. E l’azienda deve rispondere alla richiesta entro due mesi. 

Inoltre, le imprese con più di 250 dipendenti dovranno riferire all’autorità nazionale competente le informazioni sul divario retributivo di genere, a partire dal giugno del 2027. Per quelle con meno di 250 dipendenti l’obbligo di comunicazione sarà invece triennale. Sotto i 100 dipendenti non ci sarà alcun obbligo. Se il divario retributivo sarà superiore al 5% e non giustificabile, le imprese dovranno agire per colmare questo gap. 

Per chi potrebbero aumentare gli stipendi?

La direttiva Ue potrebbero quindi avere anche una conseguenza sugli stipendi dei lavoratori e, soprattutto, delle lavoratrici italiane. Gli effetti in busta paga non saranno ovviamente per tutti, ma in caso di gap retributivo potrebbe essere imposto ad alcune aziende di intervenire per colmare questi divari. Questo si potrebbe tradurre non in una riduzione dei salari dei lavoratori, quanto invece in un aumento – di fatto forzato – per le lavoratrici. O, comunque, per quelle categorie considerate meno tutelate e per le quali esiste un gap retributivo (magari per questioni di origini o particolari condizioni fisiche). Insomma, la possibilità di un aumento in busta paga per chi finora è stato penalizzato, con l’entrata in vigore della direttiva Ue sulla trasparenza da giugno, non è da escludere.