Se l’Italia è “quasi” ferma e non ferma del tutto, il merito è quasi esclusivamente del Pnrr. Perché, attualmente, la situazione dell’economica italiana, fotografata dalla Congiuntura Flash di Confindustria, appare catastrofica, con un Paese praticamente immobile. Non c’è solo il problema di una crescita ferma, ma anche diversi fattori che peggiorano la situazione: il prezzo del petrolio che ha smesso di scendere, il dollaro debole che non aiuta l’export, l’incertezza sempre maggiore dopo i casi di Venezuela e Groenlandia che porta le famiglie ad avere maggiori timori, a risparmiare e quindi a frenare in consumi, ma anche l’industria in perenne affanno.
Così le uniche ancore di salvezza sono gli investimenti che accelerano grazie allo sprint finale del Pnrr, la riduzione dei tassi e la risalita del credito. Insomma, gli investimenti rimangono l’unica reale spinta al Pil. Mentre l’economia reale arranca, insieme alle famiglie sempre più in difficoltà e spaventate dalle tensioni internazionali.
L’economia italiana ferma: solo il Pnrr spinge la crescita
Di notizie positive ce ne sono ben poche. A partire dal trend al ribasso del petrolio che è ormai sparito, con un’inversione di rotta a inizio anno che ha portato rialzi delle quotazioni. Non va meglio per il gas, su livelli più che doppi rispetto al 2019. L’unica consolazione sono gli investimenti in espansione. Nel quarto trimestre gli indicatori confermano una fase positiva in settori come impianti-macchinari e le costruzioni. A crescere è anche il credito bancario, anche se non scende più il costo per le imprese. Eppure per le famiglie le cose non vanno meglio, anzi.
A preoccupare è l’incertezza, che fa crescere – su livelli record – la propensione al risparmio, che passa dal 9,9% all’11,4%, frenando i consumi, praticamente fermi. A decelerare è anche la crescita nei servizi nel quarto trimestre. La produzione industriale prova a recuperare a novembre, ma dopo l’ennesimo calo a ottobre. Ma a fine anno a scendere è stata anche la fiducia, mentre l’export rimane debole dopo il crollo di ottobre.
La Congiuntura Flash si concentra anche sull’andamento dell’oro, ai massimi storici (tanto da aver superato per la prima volta i 5mila dollari l’oncia) in seguito alle tensioni globali. C’è però un lato positivo e riguarda le Borse europee, che hanno la possibilità di crescere più del previsto, rendendo più facile il finanziamento tramite azioni per le aziende italiane.