Esplode la cassa integrazione in Italia. Nel 2025 le aziende hanno infatti chiesto all’Inps un totale di 559.988.016 ore di Cig, con un aumento medio del 10,45% rispetto alle richieste arrivate nel 2024. A certificarlo, l’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione, secondo il quale si è registrato un aumento del 58,18% per le richieste di cassa straordinaria (arrivate nell’anno a 261.838.532 ore) e un calo del 13,27% per le ore chieste per la cassa ordinaria (284.287.026 ore).
E, se cala la cassa in deroga segna un -79,88% a 445.978 ore, aumentano le ore chieste per i fondi di solidarietà, +16,66% (13.416.480 ore).
Allarme Cassa integrazione in Lombardia
Ma, a leggere i dati forniti ieri dalla Uil, salta agli occhi l’“annus horribilis” per i lavoratori in Lombardia. Nella “locomotiva d’Italia”, infatti si è registrato un calo della cassa integrazione ordinaria dell’1,8% e un corrispettivo aumento di quella straordinaria del 23,3%. Cioè 13 punti in più della media italiana.
L’esplosione della Cig riguarda soprattutto il “cuore manifatturiero lombardo”: la meccanica con 5 milioni di ore (+11,5%), la chimica e le plastiche (+13,9%), l’abbigliamento (+55,3%), e il settore trasporti e comunicazioni (+97,6%).
Uil: “E’ allarme occupazionale”
“Il forte incremento della Cig straordinaria – commenta il segretario regionale Salvatore Monteduro – segnala che il sistema produttivo non sta semplicemente attraversando una fase ciclica, ma è interessato da trasformazioni strutturali, riorganizzazioni aziendali e transizioni industriali che pongono seri rischi occupazionali nel medio periodo”.
Montenduro denuncia la “condizione di incertezza prolungata di molti lavoratori e di territori esposti a processi di ristrutturazione produttiva” e sottolinea “il valore centrale degli ammortizzatori sociali quale strumento di tutela del reddito e di protezione sociale perché senza la Cig, l’impatto occupazionale delle crisi sarebbe immediato e devastante sulle famiglie dei lavoratori che nella sola Lombardia nel 2025 sono stati più 49 mila complessivi, di cui 15 mila in cassa straordinaria, che sono i più esposti dalla perdita del posto di lavoro”.