Giochi diffusi sul territorio, dal New York Times a Le Monde “fioccano” le bocciature

I pericoli delle strade innevate e ghiacciate. I collegamenti difficoltosi, i costi ambientali enormi. Nyt e Le Monde contro i Giochi diffusi

Giochi diffusi sul territorio, dal New York Times a Le Monde “fioccano” le bocciature

Olimpiadi diffuse? Un “nonsense ambientale” oppure un trekking da affrontare “senza avere fretta”. Sono solo alcuni dei giudizi (tranchant) con i quali la stampa estera ha criticato aspramente l’idea dei Giochi olimpici invernali sparsi su otto località diverse (uno dei vanti degli organizzatori italiani).

Il Nyt spara a zero sui Giochi

Ad aprire il tiro al piccione, il New York Times, che in un reportage, presentando i giochi, pronostica: “Lunghe distanze, strade strette, collegamenti complessi e nevicate renderanno l’evento un incubo logistico”.

E, impietoso continua: “La 25a edizione dei Giochi invernali, che inizierà questa settimana, avrà otto sedi distinte distribuite su circa 8.500 miglia quadrate del nord Italia, un incubo logistico che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, l’aumento del servizio ferroviario o l’estensione del percorso degli autobus come un’emozione di vittoria di fronte all’agonia della sconfitta”.

Il percorso migliore Cortina-Livigno? 18 ore e 6 minuti”

Per poi affondare: “Le sedi distano centinaia di chilometri l’una dall’altra, e anche quelle apparentemente più vicine sono separate da tortuose strade di montagna ghiacciate e ampie valli”. E conclude ricordando che il “percorso migliore” tra le gare di curling e bob a Cortina e quelle di snowboard a Livigno “prevede un viaggio di 18 ore e 6 minuti”…

Le Monde: “Un nonsense ambientale”

Non certo più clemente il francese Le Monde (la Francia ospiterà i prossimi Giochi, nel 2030) nell’articolo “Le contraddizioni irrisolte dei Giochi Olimpici invernali”. Per il quotidiano francese questi Giochi “dovrebbero inaugurare un’era olimpica più sostenibile, un’alleanza di sobrietà, riutilizzo delle infrastrutture esistenti e impronta ecologica sotto controllo. Ma alla vigilia dell’evento, l’obiettivo sembra già fuori portata”.

L’idea di basarsi “al massimo su infrastrutture esistenti per ridurre i costi e l’impatto ambientale”, per Le Monde, “presenta l’enorme inconveniente di moltiplicare gli spostamenti degli spettatori, degli sportivi e delle persone accreditate” e questo è “un nonsenso da un punto di vista ambientale”.

L’affondo contro Meloni

Il giornale evoca anche le polemiche sulla pista da bob di Cortina: “Per malposto nazionalismo, il governo di Giorgia Meloni ha rifiutato di delocalizzare la prova in un Paese vicino, obbligando a inghiottire 120 milioni di euro nella costruzione di un’infrastruttura energivora destinata a poche competizioni”.

Quindi viene anche evocato l’impatto ambientale della neve artificiale. ”A queste aberrazioni ecologiche – prosegue Le Monde – si aggiunge una deriva dei costi già triplicati rispetto alle stime del dossier di candidatura”. Insomma, per il giornale parigino, ”malgrado qualche progresso lodevole, questi Giochi restano ampiamente iscritti nel solco delle edizioni precedenti”. ”Il comitato organizzativo delle Alpi francesi 2030 si dice pronto ad imparare dagli errori di Milano-Cortina 2026. Ma finché lo spirito olimpico resterà radicato nel XX/o secolo, Le contraddizioni dei Giochi invernali rimarranno risolte”, conclude Le Monde