La grande passerella delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina è ufficialmente partita. Ieri mattina è stato il presidente Sergio Mattarella a prendersi il palco, incontrando gli atleti azzurri al Villaggio olimpico di Milano. “La prima competizione – ha detto il presidente – è con se stessi e con i propri limiti per superarsi, per migliorarsi. Ci auguriamo che siano tante le medaglie ma quello che è importante è il modo in cui parteciperete, con impegno, con rispetto per gli altri”, ha detto. Poi si è ritirato a riposare, in vista della cena di gala di ieri sera del Cio (la passerella per eccellenza).
JD Vance si prende la scena
Così a prendersi i riflettori ci hanno pensato il vicepresidente JD Vance, accompagnato dalla moglie, e il segretario di Stato Marco Rubio, atterrati a Malpensa all’ora di pranzo. Un’altra passerella, con l’imponente dispiegamento di forze. A blindare la città 6mila uomini, con unità di rinforzo che comprendono anche artificieri, unità cinofile, scorte, anti-sabotaggio ecc…
Ice non c’è ufficialmente…
E poi ci sono gli uomini dei corpi speciali Usa, con il fantasma del famigerato Ice che aleggia. “Posso dirvi con certezza che non ci sono agenti dell’Ice che fanno parte della delegazione del Team Usa qui a Milano. Ci sono molte informazioni errate e supposizioni”, ha dichiarato Nicole Deal, capo della sicurezza e dei servizi per gli atleti del Comitato olimpico Usa. “Che l’Ice sia qui – ha puntualizzato – e che si occupi della sicurezza dei Giochi per conto del Team Usa è falsa. Sono lieto di chiarire che l’Ice non fa parte della delegazione statunitense”. Tutto bene, quindi? Non proprio, perché la stessa Deal, alla domanda se il governo degli Stati Uniti abbia inviato agenti Ice indipendentemente dalla squadra, ha risposto con un laconico “non posso parlare a nome del Dipartimento di Stato o dell’ambasciata statunitense”. Tradotto: sì ci sono. Ma è meglio se non lo diciamo.
Oggi anche Giorgia Meloni avrà le sue passerelle
Intanto Vance e Rubio, e rispettive famiglie, si recavano – altra blidatissima passerella – all’Ice Arena per tifare la squadra americana di hockey femminile. Il vicepresidente vedrà oggi la premier Giorgia Meloni. L’incontro si svolgerà nella sede della prefettura subito dopo quello con il presidente polacco Rafael Nawrocki. Previsto anche un bilaterale con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani. Impossibile per Giorgia non ritargliarsi la sua, di passerella…
Una folla di capi di stato e teste coronate
E, se è ancora in bilico la partecipazione del capo dell’Eliseo Emmanuel Macron, nonostante la Francia sia la prossima sede dei Giochi invernali nel 2030, è quasi infinita la lista delle personalità sbarcate in città: la Principessa Anna per il Regno Unito; il principe Alberto di Monaco, membro del Cio, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che arriverà oggi. E poi la nomenklatura dello sport italiano e non: il presidente del Cio Kirsty Coventry, quello della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e del Coni Luciano Buonfiglio ecc…
E Sala rimpiange la tregua olimpica
E il sindaco Beppe Sala? Sembrava tornato ai tempi di Expo: “L’atmosfera è straordinaria – ha detto – ovviamente mi riporta un po’ a Expo, la presenza di tutti questi giovani apre il cuore. Pensavo che se il mondo fosse così, avremo risolto molti problemi, qui c’è una atmosfera meravigliosa. Il mondo è in una situazione estremamente difficile, la tregua olimpica sarebbe stata una cosa storica, purtroppo non è andata così”, ha aggiunto. Il riferimento è al maldestro tentativo – sostenuto con tutto il suo peso internazionale anche dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani – di raggiungere una tregua tra Russia e Ucraina per i Giochi. Evidentemente Vladimir Putin non ha recepito…
Le prime contestazioni
Intanto la fiaccola attraversava Milano, raccogliendo quel minimo (ma proprio il minimo) di entusiasmo olimpico che stasera sfocerà nella cerimonia di inaugurazione allo stadio di San Siro (quello decrepito, che è stato venduto per un tozzo di pane perché descritto come quasi inagibile, che però va benissimo per essere al centro dell’attenzione mondiale…). Ma, insieme all’entusiasmo, sono arrivate anche le prime contestazioni: un centinaio di persone ha manifestato davanti all’Università Statale, gridando “Free free Palestine” e lanciando slogan contro la partecipazione di Israele ai Giochi.
Con l’Ice addio spirito olimpico
E in mattinata, davanti alla sede del Coni, è apparsa la nuova e provocatoria opera della street artist Laika, dal titolo “ICE OUT!”. Il poster ritrae un agente dell’Ice che spara a uno ski jumper e una montagna rovesciata con il logo dei Giochi Olimpici, in cui il cerchio rosso si trasforma in un mirino. “La presenza dell’agenzia anti-immigrazione è inammissibile – dice l’artista -, secondo cui con la presenza dell’Ice ai Giochi si uccidono valori fondamentali della Carta Olimpica. Già uccisi dall’Ice e dalle passerelle.