Nuove iniziative legali contro Rai e Report. Sono quelle annunciate ieri da Maurizio Gasparri, dopo la messa in onda dell’inchiesta sugli spioni di Equalize, la società dedita ai dossier occulti e illegali, di proprietà dell’ex presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali.
Il nome di Gasparri era uscito perché, secondo quanto ricostruito dal giornalista Giorgio Mottola, due ex agenti del Mossad avrebbero trattato con gli uomini di Pazzali per vendere loro un report sulle società anche italiane che commerciavano petrolio iraniano sotto embargo. Un database che gli “spioni” italiani avrebbero dovuto comprare per 100 mila euro, con il progetto di rivenderlo per 500mila.
L’ex agente del Mossad collaboratore della società presieduta da Gasparri
Uno dei due ex agenti israeliani è stato identificato come Arik Ben Haim, imprenditore nel campo della cybersicurezza e all’epoca partner di Cyberealm, la società di cui Gasparri era presidente, senza che tale carica fosse mai stata comunicata al Senato. E incarico dal quale Gasparri si è poi dimesso, ma solo dopo che La Notizia e Report lo avevano portato alla luce.
Le azioni legali del senatore contro Ranucci & Co.
Ieri Gasparri ha preso carta e penna e ha scritto al direttore degli approfondimenti Rai: “Egregio Direttore, ho letto su un quotidiano le anticipazioni di un servizio di Report e ho poi visto il servizio trasmesso su Rai3 domenica 8 febbraio, nel quale viene citato a sproposito il mio nome. Le annuncio iniziative legali nei confronti del programma e della Rai, perché il mio nome viene citato in riferimento a vicende della quali mai mi sono occupato e alle quali sono del tutto estraneo. Si tratta di affermazioni temerarie, false e denigratorie. Le cose dette sono false da cima a fondo. Con errori di nomi, ruoli e circostanze. Il tutto in evidente ritorsione alla mia denuncia per lo scandalo dei dossier di Bellavia e di Report che ho presentato alla Procura di Milano”.
M5s all’attacco del forzista”
Immediata la replica degli esponenti M5s in commissione di Vigilanza Rai: “Davanti a uno scenario di simile gravità, cosa farà Gasparri? L’uomo delle interrogazioni sui ‘presunti’ dossier del consulente delle procure e di Report, Bellavia, adesso la presenterà sul suo ex ‘socio’ in affari? Mentre ci pensa, gli diciamo che può stare tranquillo, perché la presenteremo noi, cercando di conoscere anche il ruolo che può avere eventualmente avuto la società di cui Gasparri era presidente”.
Altro lato oscuro: la società Esperia
Ma la provocazione dei pentastellati va avanti, aggiungendo un’altra inchiesta andata in onda domenica, quella sul sito di Esperia, società produttrice di contenuti multimediali.
“Se Gasparri vuole proprio fare un’interrogazione”, continuano i pentastellati, “gliene suggeriamo un altro: la presenza in Rai, in particolare nelle trasmissioni di Massimo Giletti e Salvo Sottile, di Gino Zavalani di Esperia, una rete di condizionamento dell’opinione pubblica riconducibile a una società di proprietà della compagna di uno dei più stretti collaboratori di Meloni, Tommaso Longobardi (responsabile social della premier, ndr)”.
“Anche qui, visto che il grafomane Gasparri probabilmente stavolta starà fermo, presenteremo noi un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai”, aggiungono i 5S, “Il canone lo paghiamo tutti, non per vedere passerelle di influencer manipolati da lobby o interessi particolari, ma per un’informazione che serva davvero la collettività e la democrazia. Se Gasparri vorrà aggiungere la sua firma a queste interrogazioni, la accettiamo senza problemi”, concludono.