Un copione già letto e riletto. Ogni volta che al governo servono soldi, magari per interventi in favore dei cittadini, si ripete la stessa storia. Una richiesta, quella rivolta da Matteo Salvini alle banche, che però molto spesso si conclude nel nulla. Così, però, il leader leghista passa per colui che si batte per il popolo chiedendo agli istituti che registrano fatturati da record di pagare più tasse e aiutare i cittadini. Anche se, alla fine, la proposta non va quasi mai in porto perché a fermarlo ci pensa la sua stessa maggioranza.
Il copione, come detto, si ripete anche con il decreto Bollette. Per aiutare famiglie e imprese a pagare le tariffe di luce e gas, il vicepresidente del Consiglio torna a chiedere un sacrificio alle banche. Come già fatto in Manovra e come già fatto in passato parlando di tasse sugli extraprofitti. Con risultati quasi sempre minimi, se non nulli. L’obiettivo, per Salvini è tagliare “di quanti più euro possibile il peso e il costo per gli italiani, chiedendo un sacrifico e un contributo alle aziende”. E Salvini pensa in particolare a un tipo di azienda: “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro”.
Salvini chiede il contributo alle banche, per le opposizioni è una farsa
Per il vicepresidente del Consiglio sarebbe “doveroso” chiedere agli istituti “che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo” per le bollette. Una “presa in giro” per Francesco Silvestri, deputato dei 5 Stelle: “Fino ad ora non è mai intervenuto per davvero sugli extraprofitti bancari e ha fatto in modo che gli istituti di credito si arricchissero a dismisura grazie a fenomeni come l’aumento dei mutui”, dice riferendosi alle richieste di Salvini.
Anche per Francesca Ghirra, deputata di Avs, definisce quello del leader leghista uno “slogan”: “Il punto è che questo governo non fa nulla per ridurre i folli costi dell’energia e non chiede nulla agli istituti di credito e ai loro guadagni stratosferici, ma addirittura il ministro Salvini si fa bello, pensando davvero che i cittadini gli credano”.
I nodi del decreto Bollette
Il decreto è atteso oggi in Consiglio dei ministri, ma non c’è ancora il testo definitivo. Diversi i nodi da sciogliere, con l’obiettivo dichiarato di produrre risparmi in bolletta da 2,5-3 miliardi per famiglie e imprese. Le critiche non sono mancate, soprattutto quelle provenienti da micro e piccole imprese, ma anche dai produttori di energia rinnovabile. Intanto il governo sta valutando il da farsi su alcuni nodi da sciogliere, come l’eliminazione della tassazione europea delle emissioni Ets ai produttori di elettricità con metano, norma che potrebbe essere bocciata dall’Ue venendo considerata aiuto di Stato.