Le Lettere

Meloni orbeterraquea

Merz era in visita a Roma e la stampa meloniana annunciava in pompa magna che il motore franco-tedesco non esisteva più: ora a guidare l’Europa c’era l’asse Roma-Berlino. Due giorni dopo l’asse s’è rotto: Merz ha fatto un discorso contro Usa e Trump, e Meloni di corsa a dire che Merz sbaglia.
Rita Delrio
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Gentile lettrice, la famosa patriota americana de noantri sarà la nostra rovina a forza di barcamenarsi di qua e di là con mille facce, senza una linea sua, sempre il piede in due staffe, talvolta anche tre. Trump mette i dazi all’Europa? “È giusto, è cosa sostenibile”. Trump rapisce il presidente Maduro? “È giusto, è legittima difesa”. L’Ue decide il raddoppio della quota italiana di aiuti all’Ucraina da 8 a 17 miliardi l’anno? “È giusto, scommetto sulla vittoria”. Eccetera. Viene il mal di mare a chi segue l’ondeggiare di Meloni nel surf acrobatico per compiacere ogni richiesta. Pulcinella servo di due padroni era un dilettante. Poi Merz arriva a Roma sulla scia di dissapori con Macron e voilà i giornaloni di fede e di complemento si scatenano. Ho visto titoli che voi umani non immaginate. Eccone uno: “Meloni e Merz si prendono l’Europa: Macron isolato”. Era giovedì. Sabato l’asse si schianta. Povera Europa, di nuovo in panne. Ma la grande premier orbeterraquea non molla. Va in Etiopia, ex Abissinia, dove il suo statista di riferimento, primo al mondo, gasò la popolazione con l’iprite, e i giornaloni la fotografano mentre con occhi chiusi e aria estatica abbraccia i bambini. Lei ama tanto gli africani! Ma non era lei che voleva fare il blocco navale dell’Africa? Vabbè, lasciamo perdere.

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