Referendum, Meloni ribalta il messaggio di Mattarella: “Il Csm resti fuori dalle diatribe politiche”

Giorgia Meloni ribalta il messaggio di Sergio Mattarella sul referendum sulla giustizia: "Csm si mantenga estraneo dalle diatribe politiche".

Referendum, Meloni ribalta il messaggio di Mattarella: “Il Csm resti fuori dalle diatribe politiche”

L’interpretazione delle parole di Sergio Mattarella, da parte di Giorgia Meloni, sembra diversa da quella che ha dato chiunque abbia ascoltato il capo dello Stato. Per la presidente del Consiglio, infatti, la narrazione sembra ribaltata e l’intervento di Mattarella non viene interpretato come un messaggio alla politica di abbassare i toni nei confronti della magistratura, ma soprattutto come un invito al Csm di mantenersi estraneo dalla polemica politica.

Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore – afferma Meloni intervistata da SkyTg24 -. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro di anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estraneo dalle diatribe di natura politica”. Va comunque detto che oggi i toni di Meloni sono sembrati sicuramente meno bellicosi rispetto al passato, con un messaggio più pacato in vista del referendum.

Dal referendum al Board of peace, l’intervista di Meloni a SkyTg24

Meloni parla della campagna elettorale in vista del referendum sulla giustizia, augurandosi che “rimanga sul merito di quello di cui noi stiamo parlando”. Anche se a dirlo è proprio colei che solo ieri attaccava i magistrati per la loro decisione sul risarcimento alla Sea Watch 3. “Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango”, afferma Meloni. Che aggiunge: “Mi pare che sia un tentativo che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto. Credo che sicuramente non convenga a chi come noi ritiene di aver fatto banalmente una riforma di buon senso”.

La presidente del Consiglio afferma di non capire “i toni apocalittici” sulla riforma e si augura una larga partecipazione al referendum: “Più gente andrà al voto, più penso di aver fatto bene il mio lavoro”. In ogni caso, “il 22 e 23 marzo non si vota sul governo ma sulla giustizia”. Poi parla di politica internazionale, e definendo inaspettata la reazione di Emmanuel Macron alle sue parole sull’omicidio politico di Lione, Meloni aggiunge: “Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo che sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può portare, riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio”.

Sul Board of peace, Meloni spiega che è “sicuramente un lavoro molto lungo. Io ho parlato con il ministro Tajani, che rappresentava l’Italia oggi come Paese osservatore, mi riferiva che è stata molto concreta, che non era affermazione di principi, ma era costruita su come implementare i vari punti del piano di pace. Chiaramente noi sappiamo che la tregua è fragile e che il lavoro che serve per stabilizzare il cessate il fuoco, la pace e costruire la prospettiva dei due Stati, e quindi una stabilizzazione definitiva per il Medio Oriente, è particolarmente complesso”.

Sull’Ucraina, Meloni aggiunge: “Vedo importanti passi in avanti nei documenti che sicuramente noi stiamo trattando. C’è un lavoro molto buono fatto sul tema delle garanzie di sicurezza per Kiev. C’è un lavoro sulla ricostruzione dell’Ucraina che pure è a buon punto, e c’è un piano di pace nel quale pure ci sono molte questioni che sulla carta sono state risolte. Salvo che siamo molto lontani dal risolvere la questione principale che è quella dei territori, dove la Russia continua ad avere delle pretese che secondo me sono assolutamente irragionevoli”.