La mossa di Meloni per evitare di tirare a campare: la strategia dopo la sconfitta al referendum

Meloni si presenterà in Parlamento per provare a rilanciare l'azione di governo dopo la batosta del referendum.

La mossa di Meloni per evitare di tirare a campare: la strategia dopo la sconfitta al referendum

Giorgia Meloni tira dritto. Dopo la batosta del referendum sulla giustizia e il conseguente terremoto interno al suo governo con le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè, la presidente del Consiglio prova a rilanciare la sua azione. E lo fa, stavolta, in Parlamento.

Meloni ha dato disponibilità per riferire la prossima settimana sull’azione dell’esecutivo: venerdì 10 aprile terrà un’informativa alla Camera e non sarà previsto un voto dell’Aula. Una sfida, dunque, per dimostrare che l’intenzione è quella di andare avanti e che il referendum non ha affossato il suo governo. Ma una sfida che non prevede voti parlamentari, almeno allo stato attuale.

Meloni riferisce in Parlamento per rilanciare l’azione del governo

La conferma della disponibilità di Meloni è arrivata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Mentre spiegano all’Ansa fonti di Palazzo Chigi che Meloni si presenterà alle Camere per illustrare “i provvedimenti su cui l’esecutivo è quotidianamente impegnato e su cui continua a lavorare”. L’informativa ha quindi un obiettivo, ovvero dimostrare che “il governo continua a lavorare anche dopo il referendum”.

Certo è che Meloni viene dalla settimana più difficile da quando è a Palazzo Chigi. Una settimana iniziativa con la sconfitta al referendum e proseguita con il conseguente terremoto che ha portato la stessa presidente del Consiglio a pretendere le dimissioni di diversi esponenti di spicco del governo. Il primo è stato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, dopo il caso dell’apertura del locale insieme alla figlia di un prestanome del clan dei Senese.

Poi è stato il turno della capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi, che ha pagato anche le sue dichiarazioni durante la campagna referendaria. Infine, sollecitate dalla stessa Meloni, sono arrivate le dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè.

Ora bisogna ripartire e Meloni lo sa. Il voto delle politiche, previsto tra un anno, si avvicina e di certo la presidente del Consiglio non può galleggiare fino alle elezioni. Eppure, prima di pensare ai prossimi passi in chiave elettorale, ci sono alcuni nodi da sciogliere. Il primo riguarda l’ipotesi di un voto anticipato, chiesto da qualcuno anche all’interno di Fratelli d’Italia ma a cui Meloni sembra opporsi. E poi c’è da capire cosa fare sulla legge elettorale, su cui sono già arrivate le prime frenate. E non manca l’ipotesi di un rimpasto di governo. Questioni che Meloni potrebbe affrontare proprio il 10 aprile di fronte al Parlamento.