Dopo aver firmato in Europa un Patto di Stabilità lacrime e sangue, che comporta circa 13 miliardi di tagli e tasse per noi, il duo Giorgetti- Meloni continua a reiterare la richiesta di una deroga, strozzato com’è dalla crisi economica ed energetica e incapace di trovare soluzioni in casa propria.
Il duo Giorgetti-Meloni continua a chiedere la deroga al Patto Ue che ha firmato
“Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato”, ha detto Giorgia Meloni in Parlamento. “Il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione del patto di stabilità”, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time al Senato.
Bruxelles ribadisce il suo no
Peccato che la Commissione europea continui a replicare con un no. “Le condizioni per attivare una clausola generale di salvaguardia” per sospendere il Patto di stabilità “sono di avere una grave recessione economica e attualmente non siamo in questo scenario”, è tornato a ribadire il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. Che ha invece aperto alla possibilità, nel mezzo di una crisi energetica grave come quella attuale, di una tassa sugli extraprofitti. “A rigore, non c’è nulla che impedisca agli Stati membri di applicare una tassa sugli extraprofitti, poiché la tassazione diretta rientra in larga misura nelle competenze degli Stati membri. Stiamo valutando se adottare una qualche forma di approccio più coordinato a livello europeo”, ha detto Dombrovskis.
Il prezzo dei carburanti in Italia continua a salire
In Italia intanto i carburanti continuano inarrestabili a salire. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, ieri il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è salito a 1,792 euro al litro per la benzina (1,789 euro il prezzo di mercoledì) e 2,184 euro al litro per il gasolio (era 2,178). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,829 euro al litro per la benzina (era 1,825 euro) e 2,203 euro al litro per il gasolio (era 2,191 euro). Una situazione che ha spinto il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a convocare ieri i manager delle principali compagnie petrolifere operanti in Italia (Api-Ip, Eni, Q8, Tamoil).
Urso prega le compagnie petrolifere perché abbassino i prezzi
Le compagnie petrolifere devono adeguare immediatamente il prezzo dei carburanti al prezzo calato del greggio, e il governo è pronto ad adottare tutti i provvedimenti necessari per evitare speculazioni, ha detto Urso senza indicare la natura di questi provvedimenti. Tanto che il Codacons ha detto che “per far scendere i prezzi dei carburanti non bastano appelli e preghiere, ma serve intervenire con sanzioni salatissime contro le speculazioni e tassando gli extra-profitti dei petrolieri”.
Ursula scomparsa dai radar sul Libano
Ritornando in Europa, il M5s fa notare come la presidente della Commissione europea si scomparsa dai radar. “Un silenzio disumano e complice. A 24 ore dalla strage compiuta dall’esercito israeliano in Libano, che ha provocato secondo l’ultimo bilancio provvisorio 254 morti e 1.165 feriti, Ursula von der Leyen non ha ancora detto una parola. La presidente della Commissione europea si dovrebbe semplicemente vergognare, ancora una volta ha dimostrato di quanto inadatta sia a ricoprire questo ruolo”. Così l’eurodeputato del Movimento 5 stelle Danilo Della Valle. “No condoglianze per i morti, no solidarietà per il popolo libanese, nessuna condanna per i criminali che hanno bombardato i civili”, sottolinea l’eurodeputato pentastellato.