Wwf: pinguino imperatore “in pericolo”, verso baratro estinzione

Milano, 10 apr. (askanews) – Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) sta affrontando un pericoloso collasso della popolazione, che lo avvicina al baratro dell’estinzione secondo il Wwf. Proprio sulla base di questi drammatici dati l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha declassato lo status di conservazione della specie nella Lista Rossa di due livelli: da “Quasi Minacciati” a “In Pericolo”, sulla base della previsione che la popolazione potrebbe dimezzarsi entro il 2080.Poiché anche i modelli precedenti suggerivano un ulteriore declino o persino un’estinzione funzionale entro la fine del secolo, è necessaria un’azione urgente per arginare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere i pinguini imperatore e il loro habitat. Presenti esclusivamente in Antartide, i pinguini imperatore si sono adattati in modo unico alla sopravvivenza in questo ambiente ostile. Per nove mesi all’anno dipendono dal ghiaccio marino stabile (“fast ice”), ossia il ghiaccio marino collegato alla terra, al fondale o alle piattaforme glaciali. In questo periodo si riuniscono in grandi colonie per accoppiarsi, deporre le uova, allevare i pulcini e compiere la muta, durante la quale sostituiscono le loro piume impermeabili e isolanti.Dal 2013 il WWF sostiene gli scienziati nel monitoraggio delle colonie di pinguini imperatore in Antartide attraverso un monitoraggio tramite la registrazione di immagini satellitari ad altissima risoluzione (VHR), rivelando un quadro sempre più preoccupante. Questa ricerca ha contribuito alla decisione dell’IUCN di riclassificare i pinguini imperatore da “Quasi Minacciati” a “In Pericolo”. Composta da oltre 1.400 organizzazioni membri di governi e della società civile e avvalendosi del contributo di circa 17.000 esperti, tra cui il WWF, la IUCN è la più importante autorità globale di analisi e monitoraggio dello stato di conservazione del mondo naturale.I livelli del ghiaccio marino variano naturalmente nel corso dell’anno, poiché la superficie dell’oceano attorno all’Antartide si congela in inverno e fonde ogni estate. Tuttavia, dal 2016 il ghiaccio marino antartico è diminuito drasticamente sia in estensione sia nella durata della sua presenza.Immagini WWF Italia