Le Lettere

Le tabelline pitagoriche

Non è un gran problema, però mi disturba quando leggo che la capitale ucraina ora viene scritta Kyiv invece di Kiev. Non capisco perché.
Adamo Vinci
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Gentile lettore, non è un gran problema, però è un indicatore di omologazione. In italiano si scrive Kiev fin dal ‘700. Con l’avvento di Zelensky la lingua ucraina, fino ad allora un dialetto russo, fu proclamata lingua nazionale e l’ortografia fu mutata. Zelesnky, nato russo, cambiò il suo nome da Vladimir a Volodimir. Nella nuova traslitterazione in inglese Kiev fu trascritto Kyiv. La “i” inglese si pronuncia con un suono simile alla “e” italiana, quindi oralmente rimane “kiev”. Ma i giornalisti italiani non lo sanno, per cui ora i nostri prodi inviati si sforzano in ogni modo di pronunciare un improbabile “ki-iv”. Non si può pretendere che i giornalisti sappiano tutto, già sono stremati per aver dovuto imparare le tabelline pitagoriche, che sono difficili, sa? A tale proposito mi sovviene un episodio del 1991, dopo il primo sbarco di albanesi a Brindisi. Il Tg5 (allora in fase sperimentale si chiamava Canale 5 News) volle inviarmi in Albania. Andai all’ambasciata per avere il visto. L’addetto stampa era un omone col viso di chi ha conosciuto mille delusioni. Indossava un abito grigio, sporco e stazzonato e la cravatta allentata. Mi chiese: “Ma lei sa dov’è l’Albania?” “Certo. Perché?” risposi. “Perché un suo collega, avuto il visto, mi ha chiesto: ‘Scusi, ma dove si trova l’Albania?’”. Era l’inviato di una delle maggiori testate italiane. Forse era stato troppo impegnato a studiare le tabelline pitagoriche e non aveva avuto tempo per la geografia.

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