La Sveglia

A Gaza la linea gialla si sposta ad ovest

La linea gialla nata a Gaza a ottobre per fermare il fuoco, continua a spostarsi sempre più a ovest: Israele continua a conquistare territori.

A Gaza la linea gialla si sposta ad ovest

Un blocco di cemento giallo, piantato accanto alle tende, decide a Beit Lahia chi può restare. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno i carri israeliani avanzano verso il bivio di Al Atatra, un quadricottero sgancia una munizione incendiaria e brucia tre tende, e quando i mezzi si ritirano sei famiglie restano sfollate: il blocco ormai segna il confine. Lo racconta l’ufficio Onu per gli affari umanitari, Ocha, nel bollettino del 26 giugno. È la stessa linea gialla nata a ottobre per fermare il fuoco, e che da allora si sposta a ovest.

Il 1° luglio l’Humanitarian Country Team dei territori palestinesi occupati, i capi delle agenzie Onu e delle organizzazioni non governative, mette i numeri. Le aree ad accesso ristretto coprono ora il 65 per cento della superficie di Gaza, l’accesso via mare resta vietato, e fra il 10 ottobre e inizio aprile le Nazioni Unite hanno verificato 196 palestinesi uccisi vicino alle posizioni israeliane, fra loro 18 donne e 43 bambini. L’ufficio Onu per i diritti umani annota che lungo quella linea la forza letale è stata usata “spesso”.

Intanto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, controlla il 60 per cento della Striscia e ha ordinato all’esercito di arrivare al 70. La mappa del cessate il fuoco di ottobre fissava quel controllo al 53 per cento. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, il 7 dicembre, davanti ai soldati, l’aveva già detto senza giri: «La linea gialla è una nuova linea di confine, una linea difensiva avanzata per le comunità e una linea offensiva». Una “tregua” che si misura in metri conquistati.

Del resto il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo scrive nero su bianco: l’occupazione israeliana a Gaza è illegale, nessun territorio si acquisisce con la forza. Il blocco di cemento resta dov’è.