Se c’è una cosa che accomuna, in questo momento, Donald Trump e Benjamin Netanyahu, è il risultato dei sondaggi che li riguardano. Da una parte c’è il presidente degli Stati Uniti, con gli americani che non si fidano affatto di lui. Dall’altra c’è il premier israeliano, che scopre come ormai in pochi nel suo Paese pensano che arriverà la vittoria da lui promessa a Gaza.
Gli israeliani non credono più alla vittoria a Gaza promessa da Netanyahu
Il primo sondaggio è quello condotto da Channel 12: il 62% degli israeliani crede che Tel Aviv non raggiungerà mai la “vittoria totale” a Gaza promessa dal premier. Solamente il 25% del campione crede che questo scenario si possa invece realizzare, secondo quanto spiega The Times of Israel.
Il sondaggio arriva quando si avvicinano le elezioni del 27 ottobre ed evidenzia una situazione di stallo: gli attuali partiti sionisti di opposizione raggiungerebbero 56 seggi mentre il blocco di Netanyahu 50. Poi troviamo il partito centrista Casa Sionista a 4 seggi e i partiti a maggioranza araba Ra’am e Hadash-Ta’al a 5 seggi ciascuno. Considerando che Casa Sionista ha già fatto sapere di volersi schierare contro Netanyahu, il blocco sionista di opposizione potrebbe raggiungere 60 seggi, ma comunque non abbastanza per la maggioranza nella Knesset che conta 120 membri.
I sondaggi affossano Trump
Ancora peggio va, sul fronte dei sondaggi, a Trump. L’ultima rilevazione di Reuters/Ipsos evidenzia che gli americani, per la prima volta in quasi dieci anni, indicano i democratici più capaci dei repubblicani a gestire l’economia. Allo stesso tempo si registra un nuovo calo nel tasso di approvazione per Donald Trump.
Secondo il sondaggio, la gestione dell’economia da parte del presidente Usa potrebbe compromettere le prospettive del suo partito in vista delle elezioni di midterm di novembre. Il tasso di approvazione di Trump è sceso di due punti al 35% in un mese. La percentuale di chi approva la sua presidenza è a un solo punto di distanza dal minimo storico del suo mandato. Per quanto riguarda l’approccio all’economia, il 37% ritiene migliore quello dei democratici e il 36% quello dei repubblicani. Che perdono un vantaggio che hanno avuto quasi sempre dal 2017 a oggi.