Come volevasi dimostrare. Lo sconto di 17 centesimi sul diesel è già evaporato. Bruciato dall’aumento dei prezzi al distributore ad appena una settimana dalla scadenza della misura adottata del governo.
Lo sconto sul diesel bruciato dai rincari
Stando agli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio del diesel al self service sulla rete stradale nazionale è di 2,099 euro al litro, in pratica sullo stesso livello (2,10 euro) registrato lo scorso 4 agosto, cioè il giorno della proroga dello sconto disposto da Palazzo Chigi (per 245 milioni coperti con tagli di dotazione ai ministeri) e limitato al solo gasolio. Stessa dinamica per i prezzi in autostrada: 2,173 euro al litro, stesso livello del 4 agosto.
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Continua, infatti, a salire anche il prezzo della benzina: prezzo medio al self 1,994 euro al litro e 2,073 in autostrada. Numeri che, di fatto, certificano il quasi totale azzeramento dei benefici dello sconto.
Carburanti, rincari anche per la crisi in Iran
Effetto anche dell’andamento del petrolio che, dopo la scadenza della tregua tra Stati Uniti e Iran, ha spinto il Brent sulla soglia dei 91 dollari al barile e il Wti oltre gli 84 dollari. Un trend che rischia di accrescere ulteriormente la spinta al rialzo dei prezzi a pochi giorni dalla scadenza dello sconto del governo e del controesodo di Ferragosto. In particolare, i prezzi della benzina sono tornati a superare sia in autostrada che sulla rete nazionale i livelli del 27 luglio, cioè il livello precedente all’adozione del taglio delle accise che il governo ha scelto di prorogare solamente per il gasolio.
Intanto l’Unione nazionale consumatori chiede non solo la proroga dello sconto fiscale almeno fino alla prima settimana di settembre ma anche di rimodularlo al rialzo e di estenderlo anche alla benzina. Non mancano le prese di posizione politiche.
Carocarburanti, il governo nel mirino
“Il Governo Meloni ha fallito ancora una volta sui carburanti. Il taglio di 17 centesimi sulle accise è stato già completamente bruciato dall’aumento dei prezzi: il gasolio è tornato ai livelli precedenti al decreto, oltre 2,09 euro al litro sulla rete nazionale e 2,17 euro in autostrada”, taglia corto il vice presidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco.
“Altro che soluzione: siamo davanti all’ennesima misura propagandistica e temporanea che non protegge famiglie e imprese – aggiunge –. E mentre il Governo resta fermo, si prepara una nuova emergenza sul fronte energetico. Il gas è salito a circa 63 euro/MWh e gli operatori avvertono che i rincari potrebbero riversarsi sulle bollette già nei prossimi mesi. Significa nuovi costi per le famiglie, nuova pressione sulle imprese e nuova inflazione”. Insomma, la stangata d’autunno è alle porte. Che farà il governo Meloni?