Trump, tegola prima del voto delle midterm: la Corte suprema blocca le sue nuove regole restrittive sul voto per posta

Trump, tegola prima del voto delle midterm: la Corte suprema blocca le sue nuove regole restrittive sul voto per posta

Trump, tegola prima del voto delle midterm: la Corte suprema blocca le sue nuove regole restrittive sul voto per posta

Brutta tegola per Donald Trump in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. La Corte suprema degli Stati Uniti ha bloccato l’amministrazione Trump dal procedere con nuove e inedite restrizioni sul voto per corrispondenza. Il giudice distrettuale Carl J. Nichols, nominato da Trump durante il suo primo mandato, ha stabilito che i ricorrenti contro il piano dell’amministrazione hanno dimostrato che questo “probabilmente eccede l’autorità conferita dal Congresso al Servizio postale”.

L’amministrazione Trump ha trasmesso ieri alla Corte suprema la decisione di Nichols mentre i giudici esaminavano un’altra sentenza sullo stesso provvedimento. In un atto depositato alla Corte, il Solicitor General D. John Sauer ha sostenuto che un’eventuale sospensione della seconda decisione avrebbe dovuto comportare anche il congelamento dell’ordinanza di Nichols.

La rapidità delle iniziative legali mette in evidenza l’urgenza con cui l’amministrazione sta cercando di rendere operativo l’ordine esecutivo in vista delle elezioni di novembre. Questo perché in alcuni Stati, tra cui Wisconsin, North Carolina e Alabama, è già iniziato l’invio delle schede per il voto per posta e in alcuni casi gli elettori hanno già restituito le proprie.

Stanto a quanto riportano diversi organi di stampa statunitensi, l’ordine esecutivo impone agli Stati di caricare gli elenchi degli elettori su un portale in corso di realizzazione da parte del Servizio postale degli Stati uniti e secondo una denuncia presentata da un whistleblower federale, il sistema potrebbe impedire a numerosi elettori di ricevere le schede. Questo perché il Servizio postale avrebbe adottato una politica di “zero per cento di errori” in base alla quale un intero lotto di schede potrebbe essere respinto qualora anche un solo codice a barre controllato da un dipendente non corrispondesse alle informazioni presenti sul portale.

Un singolo lotto, com’è facilmente intuibile, potrebbe contenere decine di migliaia di schede.

Trump, tegola prima del voto delle midterm: la Corte suprema blocca le sue nuove regole restrittive sul voto per posta

“Il Servizio postale ha progettato un sistema per privare del diritto di voto milioni di americani”, ha affermato il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, che ha reso pubblica la denuncia del whistleblower. Un portavoce del Servizio postale ha invece sostenuto che il sistema funzionerà correttamente. “Gli americani possono avere fiducia nel fatto che la posta elettorale sarà gestita in modo sicuro e consegnata in modo affidabile”, ha dichiarato.

Allo stato attuale i tribunali di grado inferiore hanno dato ragione a una ventina di Stati e a gruppi per la tutela del diritto di voto, stabilendo che l’amministrazione Trump non ha il potere di regolamentare la gestione delle elezioni statali. Così in agosto l’amministrazione aveva presentato ricorso alla Corte suprema su basi tecniche, sostenendo che le cause erano premature perché il Servizio postale non aveva ancora definito le regole di attuazione. La Corte aveva accolto tale argomentazione e i procedimenti erano stati archiviati.

Dopo l’adozione delle regole definitive, tuttavia, gli Stati e i gruppi per il diritto di voto hanno presentato nuovi ricorsi. Cento funzionari elettorali di tutto il Paese hanno presentato alla Corte un documento sostenendo che il piano potrebbe provocare gravi disfunzioni e che ormai è troppo tardi per applicarlo alle elezioni di novembre. Una dozzina di Stati a guida repubblicana ha invece chiesto alla Corte di consentirne l’attuazione, sostenendo che le modifiche rafforzerebbero la fiducia nel voto e definendole misure di “buon senso”.

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