Alle amministrative che si avvicinano, a partire da Milano, Avs vola nei sondaggi. A Milano una rilevazione Youtrend di aprile la dà al 12,4%. Per molti elettori il partito di Angelo Bonelli e quello di Nicola Fratoianni sono un buon compromesso: votare centrosinistra senza votare il Pd. Ma Europa Verde di Bonelli sta vivendo un paradosso: mentre crescono i consensi, gli ambientalisti storici sono divisi e in fibrillazione per le scelte di alcune giunte in cui Avs esprime l’assessore all’Ambiente.
A Milano lo stadio di San Siro, a Bergamo l’ampliamento dell’aeroporto, a Reggio Emilia la sparizione del bosco Ospizio. Le tre assessore verdi, Elena Grandi, Oriana Ruzzini e Carlotta Bonvicini, sono nell’occhio del ciclone. Quando non hanno avallato direttamente le delibere contestate, hanno evitato di presentarsi in giunta. Oppure hanno votato contro, ma senza dimettersi.
Da San Siro all’Acqua del Sindaco
È il caso di Grandi, assessora all’Ambiente e al Verde di Giuseppe Sala dal 2021 e oggi co-presidente del Consiglio federale nazionale di Europa Verde. Nel 2022 non si presentò alla giunta che diede il via libera al progetto del nuovo San Siro. Il 17 settembre 2025 ha espresso parere contrario alla vendita dello stadio a Inter e Milan. Il giorno dopo, però, era ancora assessora, e lo è rimasta.
“Credo che nonostante tante critiche, con l’incarico che ho, abbiamo dato la possibilità di lavorare di più e meglio su alcuni temi ambientali”, ha spiegato. Già a luglio, quando Grandi aveva annunciato che si sarebbe astenuta, il compianto consigliere verde Carlo Monguzzi, vera anima ambientalista della Lombardia, scomparso ad aprile, aveva liquidato così “la ciclopica battaglia” della collega: “L’astensione”.
In passato Grandi era finita sotto accusa anche dentro il partito per “l’Acqua del Sindaco” in brick, criticata dalla co-portavoce nazionale Eleonora Evi. Nel 2019, prima di entrare in giunta, aveva definito la Green Week del Comune “greenwashing”. Nel 2022 la pubblicizzava con la sua faccia sui manifesti.
Partito diviso per le primarie
Proprio a Milano, intanto, Verdi e Sinistra italiana devono decidere chi sostenere alle primarie del centrosinistra. Pierfrancesco Majorino lancerà la sua candidatura il 22 ottobre. I vertici lombardi dell’Alleanza chiedono “un candidato politico e non civico”, e hanno già bocciato l’ipotesi di Mario Calabresi. Ma i giochi sono apertissimi.
Un assessorato val bene un aeroporto più grande
A Bergamo, a dividere la maggioranza di centrosinistra è il progetto di ampliamento dello scalo di Orio al Serio. I consiglieri Aldo Lazzari e Laura Brevi hanno appena lasciato la lista Futura, che riunisce Avs e la civica Oltre, in polemica con l’assessora alla Transizione ecologica Oriana Ruzzini, di Europa Verde.
Ruzzini viene da una lunga militanza nel Pd: iscritta dal 2016, tesoriera della segreteria cittadina dal 2017, poi consigliera comunale. Era confluita in Europa Verde non appena avuta la certezza che non sarebbe stata ricandidata. Nel febbraio 2024, pochi mesi prima delle comunali, è diventata coportavoce provinciale dei Verdi. Da consigliera di maggioranza aveva firmato la proposta di eliminare i voli notturni da Orio. Da assessora convive con uno scalo che nel 2025 ha superato i 16,9 milioni di passeggeri e ha inaugurato una nuova area partenze.
L’Assessora verde che rade al suolo il bosco
A Reggio Emilia, Carlotta Bonvicini, assessora all’Ambiente, era stata eletta nel 2019 con la lista civica Immagina Reggio ed era passata a Europa Verde durante il mandato. La frattura con gli elettori si chiama Bosco Ospizio: un’area di verde spontaneo rasa al suolo dalle ruspe per far spazio a un supermercato Conad. Per difenderlo attivisti e cittadini hanno manifestato a lungo, a settembre scorso.
Il Comune ha dato i permessi a febbraio 2026 e ad agosto erano arrivate le ruspe, contro il parere di Legambiente, di diversi docenti universitari, tra cui il climatologo Luca Mercalli, e dello stesso partito di Bonvicini.
In aula è stata lei a difendere le compensazioni: 760 nuovi alberi. Quando i Verdi hanno chiesto di sospendere i lavori in attesa del Tar, ha detto di “abbracciarne le ragioni”. Ma è rimasta in giunta.
E a Bologna i Verdi sono fuori dalla coalizione
Anche dove non hanno assessori, i militanti verdi hanno più di un problema con la maggioranza che avevano contribuito a eleggere. A Bologna la rottura è arrivata fino alle prossime elezioni. L’unico consigliere verde, Davide Celli, si è staccato dalla maggioranza Pd-Coalizione civica di Matteo Lepore in dissenso sulle politiche urbanistiche e ambientali del Comune.
A inizio 2026 lui e il portavoce Danny Labriola hanno lanciato una lista ecologista alternativa per le comunali del 2027. Roma ha risposto commissariando la Federazione provinciale, e contro Labriola è stato chiesto un procedimento disciplinare. Lepore ora punta a riportare in coalizione il simbolo ufficiale dei Verdi, ma non è detto che con il simbolo tornino anche gli elettori ambientalisti…