L'Editoriale

Stupisce lo stupore

Gli Usa, dopo aver fomentato la guerra in Ucraina, hanno lasciato l'Europa sola a pagare il conto. Chi l’avrebbe mai detto?

Stupisce lo stupore

Stupisce lo stupore dei nostri, si fa per dire, leader europei di fronte all’accordo siglato fra Trump e Putin per la fornitura di gasolio dalla Russia agli Stati Uniti. Le intenzioni del presidente Usa erano del resto chiarissime. E ben prima del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, avendo più volte annunciato in campagna elettorale il disimpegno dal fronte ucraino, aperto dal suo predecessore Biden.

Stupisce lo stupore

L’intesa che ieri, in parlamento, la premier Giorgia Meloni ha definito “molto rischiosa” – il massimo della critica che l’ormai ex pontiera tra Usa e Ue, finita sulla lavagna dei cattivi del tycoon, è riuscita a proferire – non è che la logica conclusione delle dichiarazioni a più riprese fatte da Trump. Che aveva, peraltro, ampiamente ribadito anche nell’incontro di Anchorage, in Alaska, dove aveva ricevuto Putin con il tappeto rosso. L’accordo tra Russia e Stati Uniti sul gasolio è, d’altra parte, il degno epilogo del trattamento che l’Europa, ben conoscendo il personaggio, si è lasciata infliggere senza battere ciglio: dai dazi sulle importazioni dall’Eurozona fino al 5% del Pil in spese militari per tutti i Paesi Ue membri della Nato (ad eccezione della Spagna).

Dopo il 22esimo pacchetto di sanzioni alla Russia, intanto, ieri Bruxelles ha erogato altri 2,86 miliardi di euro all’Ucraina, come tranche del prestito da 90 miliardi destinati all’acquisto di armi per proseguire una guerra della quale gli Usa, nostro principale alleato (in teoria) e primo azionista della Nato (di fatto), dopo averla fomentata, ci hanno lasciati a pagare il conto. Chi l’avrebbe mai detto?